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Giandomenico Picco 1948

il "soldato disarmato della diplomazia"

Giandomenico Picco, diplomatico italiano, ha prestato per vent'anni servizio alle Nazioni Unite (1973-1992), partecipando a importanti missioni di pace nei Paesi Balcanici, in Afghanistan durante l'occupazione sovietica e in altrettanti contesti di crisi internazionali. 

Durante questi incarichi, Picco ha più volte rischiato la sua stessa vita per la salvezza di ostaggi innocenti, temendo per la moglie e il figlio che lasciava a casa, ma senza mai indietreggiare - venendo definito un “soldato disarmato della diplomazia” dal segretario generale dell’ONU Javier Pérez de Cuéllar.

Un resoconto delle sue azioni diplomatiche durante la pluriennale crisi degli ostaggi occidentali in Libano, e in occasione del cessate il fuoco tra Iran e Iraq, è stato pubblicato nel 1999 col titolo: "Man Without a Gun. One Diplomat's Secret Struggle to Free the Hostages, Fight Terrorism, and End a War"

Laureatosi in Scienze politiche a Padova, si è specializzato in relazioni internazionali all'Università di Santa Barbara (California) e in problemi dell'integrazione europea ad Amsterdam. Nel 1994 ha fondato la GDP Associates, una società di consulenza specializzata nei mercati del Medio Oriente e dell'Asia Centrale. Nel 1999 è stato nominato Consigliere Personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per gli studi sulla civilizzazione. Ha tenuto e tiene tuttora seminari in diverse università di tutto il mondo e collabora con numerose testate giornalistiche. 

Per il suo impegno ha ricevuto un riconoscimento speciale del Presidente degli Stati Uniti George H. W. Bush (Bush padre) e numerose onorificenze, tra cui la Gran Croce al Merito della Repubblica Federale Tedesca, la nomina a Gran Ufficiale della Repubblica Italiana, l'Ordine del Cedro del Libano e l'Ordine di San Michele e San Giorgio della Regina Elisabetta II.

Il 14 marzo 2019 è stato inserito nel Giardino Virtuale del Monte Stella con questa motivazione: Funzionario italiano delle Nazioni Unite, protagonista di numerose missioni di pace in svariati scenari di crisi internazionale, ha rischiato più volte la propria vita per mettere in salvo ostaggi innocenti soprattutto nel Medio Oriente. Definito dal Segretario Generale delle Nazioni Unite “soldato disarmato della diplomazia”, è stato insignito di importanti onorificenze internazionali.

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