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Mario Borsa 1870 - 1952

Il giornalista con la schiena dritta, antifascista, difensore della libertà e indipendenza dell'informazione

Giornalista lombardo, collaboratore di testate internazionali e direttore di prestigiosi quotidiani nazionali nella prima metà del Novecento, inviso a Mussolini, fu perseguitato per le sue idee liberali. 
Sostenne l'indipendenza dell'informazione e rifiutò qualsiasi sottomissione al potere, politico ed economico, sia durante il fascismo che nella nuova Italia repubblicana.

Fu il primo direttore del Corriere della Sera dopo la Liberazione, nominato dal CLN il 25 aprile. Rimase in via Solferino fino all'agosto 1946, quando si dimise per divergenze con la proprietà - i Crespi tornati alla guida del giornale - deluso dal nuovo clima che si andava delineando nel Paese, ben diverso da quanto aveva sperato durante la Resistenza al nazifascismo. Collaborò alla Stampa negli anni seguenti, alternando l'attività giornalistica a quella letteraria, fino alla morte improvvisa nel 1952. 

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