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Miklos Duray 1945

scrittore diritti delle minoranze

Nasce nel paese di Lucenec; nel 1978 si laurea in Geologia all’Università di Bratislava. Dal 1966 partecipa all’associazione culturale della minoranza ungherese in Slovacchia "Csemadok". Insieme ad Aleksander Varga fonda il “Club Giovanile Jozsef Attila” di cui è presidente dal 1965 al 1969. Dal 1966 è membro del Comitato Centrale di "Csemadok", da cui viene espulso dopo il 1969 per motivi politici. Nel 1978 è uno degli organizzatori delle proteste contro il bilinguismo nelle scuole ungheresi della Slovacchia meridionale. In marzo del 1978 contribuisce alla nascita del Comitato di Difesa dei Diritti della Minoranza Ungherese in Cecoslovacchia, i cui documenti vengono trasmessi a Charta ’77, poi diffusi anche all’estero. 

Nel maggio 1979 grazie ad Ivan Havel, fratello di Vaclav, entra in contatto con gli aderenti a Charta ’77 e in particolare diviene amico di Vaclav Benda, nel 1983 è fra i firmatari della Charta. 

Nel 1979 scrive il romanzo Nella morsa in cui disegna un quadro dei rapporti fra le diverse nazionalità della Slovacchia meridionale negli anni '50 e '60. Il 10 novembre 1982 è arrestato per aver cercato di pubblicare il romanzo all’estero e a causa delle manifestazioni contro i piani di riforma del sistema scolastico. È accusato di attività anti statale, il processo però non si svolge e il 22 febbraio 1983 viene rilasciato con la condizionale. 

Verso la fine di quell'anno le autorità riprendono i tentativi di riorganizzare le scuole delle minoranze nazionali, per aver protestato contro questo progetto è di nuovo arrestato, il 10 maggio 1984. Molti dissidenti céchi e slovacchi, fra cui Jan Carnogursky, Milan Simecka e Miroslav Kusy, scrivono lettere in sua difesa in cui protestano contro il carcere per chi esprime pubblicamente una critica alla linea del Governo. È rilasciato l’11 maggio 1985 con un’amnistia. 

Nel 1987 i firmatari di Charta ’77 e il Comitato di Difesa dei Diritti della Minoranza Ungherese in Cecoslovacchia pubblicano una dichiarazione sui diritti delle minoranze, garantiti dai trattati internazionali. 

Tra il 1988 e il 1989 studia negli Stati Uniti, torna in Patria nel 1990 e fonda il movimento politico “Coesistenza”, che inizialmente doveva riunire tutte le minoranze nazionali presenti sul territorio slovacco, ma che di fatto diviene la rappresentanza politica degli ungheresi. 

Dal 1990 è deputato al Parlamento per il Partito della Coalizione Ungherese di cui è vice presidente. Accanto all’attività politica continua la sua attività letteraria: nel 1993 pubblica la raccolta di novelle Ieri ci hanno fatto mangiare dei funghi pazzi e nel 1994 una raccolta di favole per bambini.

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I dissidenti del totalitarismo

nei regimi comunisti dell'Europa centrale

Il cosiddetto “dissenso” nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una “polis parallela” basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale. Gli esponenti di Charta ’77 e di Solidarnosc, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che il “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki. Da qui è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.