Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

English version | Cerca nel sito:

Andrej Sacharov 1921 - 1989

ha difeso la pace e la dignità umana nel GULag

Andrej Sacharov, fisico, membro dell’Accademia delle Scienze dell’URSS dal 1953, autore di importanti ricerche nel campo dell’astrofisica e della fusione nucleare controllata, è stato tra i maggiori artefici della bomba termonucleare sovietica, venendo per questo insignito tre volte del titolo di "Eroe del Lavoro Socialista". 

Nel suo lavoro Sacharov era già allora convinto di operare per un ideale di pace e progresso: l’equilibrio nucleare come deterrente a un confronto militare globale tra i due blocchi. Ribadirà e svilupperà questi convincimenti nel saggio samizdat del 1968 Progresso, coesistenza e libertà intellettuale, che auspica, oltre all’avvicinamento delle due massime potenze, un deciso ripudio in Patria delle tentazioni neostaliniste. 

Favorevole alla Primavera di Praga, solleva la questione dei detenuti politici. In quello stesso 1968 Sacharov si avvicina sempre più al movimento dissidente e quando, nel 1971, sposa Elena Bonner è ormai al centro, con lei, di tutte le battaglie per il rispetto dei diritti umani e della legalità. 

Nel 1975 gli viene assegnato il Nobel per la Pace. All’inizio del 1980 denuncia l’intervento sovietico in Afghanistan e viene relegato nella città di Gor’kij, dove rimarrà pressoché isolato per sei anni. Tornato a Mosca nel dicembre 1986, viene eletto nel 1989 al Congresso dei deputati del popolo, divenendo uno dei capi dell’opposizione democratica, che reclama riforme rapide e sostanziali. 

Quando muore, il 14 dicembre ‘89, Sacharov, già impegnato in un’offensiva parlamentare per l’abolizione dell’art. 6 della Costituzione sovietica sul ruolo-guida del PC, sta anche lavorando senza risparmio ad un progetto di nuova Costituzione. Le sue Memorie escono postume nel 1990. 

Dal 24 gennaio 2003 a Andrej Sacharov sono dedicati un albero e un cippo nel Giardino dei Giusti di tutto il Mondo di Milano. 

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




L'ardua difesa della dignità umana

nel totalitarismo comunista

Il GULag come organizzazione del sistema dei lager sovietici è stato un potente strumento di sterminio di intere categorie di cittadini nelle mani del totalitarismo comunista, in URSS dalla metà degli anni Venti e per imitazione negli altri paesi del blocco comunista, sia in Europa che in Estremo Oriente, nella seconda metà del Novecento.
Attraverso il terrore il regime ha esercitato un ferreo controllo sociale e la sottomissione completa della popolazione.
Per chi voleva opporsi non si trattava di rischiare la vita per salvare un altro essere umano, ma di salvare la propria identità anche a costo della vita. Solo così, indirettamente, altre vite sono state salvate e questa coraggiosa resistenza morale ha contribuito al disfacimento dell’impero sovietico, fino al crollo del 1989.