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Lidija Chukovskaja 1907 - 1996

scrittrice testimone degli anni del Grande Terrore in Russia

Lavora per un trentennio come redattrice e traduttrice letteraria e il suo secondo marito viene arrestato e fucilato nel 1937. Scrive due romanzi sullo stalinismo: La casa deserta e Indietro nell'acqua scura, che sono respinti dalla censura, finiscono nel samizdat e vengono pubblicati all'estero. Gli interventi in difesa di Sinjavskij e Daniel', la protezione offerta dalla sua famiglia a Solzhenicyn, l'appassionata difesa pubblica di Sacharov, le procurano nel 1974 l'espulsione dall'Unione degli scrittori. La sua opera più importante, in tre volumi, è Incontri con Anna Achmatova, parzialmente pubblicati a Parigi e in corso di pubblicazione in Russia a cura della figlia Elena. Processo di esclusione è il racconto della sua battaglia contro la censura e l'arbitrio.

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L'ardua difesa della dignità umana

nel totalitarismo comunista

Il GULag come organizzazione del sistema dei lager sovietici è stato un potente strumento di sterminio di intere categorie di cittadini nelle mani del totalitarismo comunista, in URSS dalla metà degli anni Venti e per imitazione negli altri paesi del blocco comunista, sia in Europa che in Estremo Oriente, nella seconda metà del Novecento.
Attraverso il terrore il regime ha esercitato un ferreo controllo sociale e la sottomissione completa della popolazione.
Per chi voleva opporsi non si trattava di rischiare la vita per salvare un altro essere umano, ma di salvare la propria identità anche a costo della vita. Solo così, indirettamente, altre vite sono state salvate e questa coraggiosa resistenza morale ha contribuito al disfacimento dell’impero sovietico, fino al crollo del 1989.