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Nadezhda Mandel'shtam 1899 - 1980

Moglie del poeta dissidente Osip Mandel'shtam

Dal 1922 moglie del grande poeta Osip Mandel'shtam, ne ha condiviso la vita precaria e continuamente minacciata, e gli è stata vicino nei luoghi di confino, dall'arresto fino alla morte nel GULag (1938). Gli è sopravvissuta per oltre quarant'anni, consacrandosi alla conservazione dell'opera e della memoria del poeta e adoperandosi per la sua riabilitazione. Anche con questi intenti scrive le sue Memorie, che sono di notevole interesse storico-letterario: pubblicate in russo tra il 1970 e il 1987 in tre volumi sono state proposte anche in italiano, in edizioni parziali: L'epoca e i lupi (1971) e Le mie memorie (1972).

Nel box approfondimenti un saggio dell'avvocato Alberto Frisia su Osip e Nadezhda Mandel'shtam

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L'ardua difesa della dignità umana

nel totalitarismo comunista

Il GULag come organizzazione del sistema dei lager sovietici è stato un potente strumento di sterminio di intere categorie di cittadini nelle mani del totalitarismo comunista, in URSS dalla metà degli anni Venti e per imitazione negli altri paesi del blocco comunista, sia in Europa che in Estremo Oriente, nella seconda metà del Novecento.
Attraverso il terrore il regime ha esercitato un ferreo controllo sociale e la sottomissione completa della popolazione.
Per chi voleva opporsi non si trattava di rischiare la vita per salvare un altro essere umano, ma di salvare la propria identità anche a costo della vita. Solo così, indirettamente, altre vite sono state salvate e questa coraggiosa resistenza morale ha contribuito al disfacimento dell’impero sovietico, fino al crollo del 1989.