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Pavel Florenskij 1882 - 1937

il pensiero contro l'ideologia di un filosofo del gulag

Pavel Florenskij nato a Evlach (Azerbaigian) da madre armena il 9 gennaio del 1882, cresce in Georgia. Nel corso degli studi rivela uguale amore per la matematica, la teologia e la filosofia. Si laurea nel 1904 all’Università a Mosca in matematica e fisica. Aveva avuto come maestro N.V.Bugaev, uno dei più eminenti matematici russi dell’epoca. Frequenta l’Accademia teologica di Mosca e approfondisce lo studio delle lingue antiche e delle scienze bibliche con risultati altissimi.

Pubblica numerosi scritti di argomento teologico, filosofico, spirituale, ma non trascura le ricerche matematiche aprendosi anche alle tematiche epistemologiche. Partecipa attivamente alla vita culturale moscovita pre-rivoluzionaria (circoli simbolisti, società filosofico-religiosa, avanguardie artistiche). Viene chiamato alla cattedra di Storia della filosofia, ottenendo grande successo tra gli studenti e i ricercatori per la profondità delle riflessioni filosofiche e scientifiche e per l’originalità didattica. Si sposa nel 1910 con Anna M. Giacintova e poi viene consacrato presbitero ortodosso. Indossa l’abito talare che non toglierà più fino alla deportazione. È nominato docente straordinario di filosofia e tiene lezioni di storia delle idee, unitamente ad approfondimenti sul concetto di infinito nelle logica simbolica e matematica.

Dal 1911 al 1917 dirige la prestigiosa rivista Messaggero Teologico di cui rinnova contenuti e impostazione. Nel 1914 pubblica quello che oggi viene definita "summa del pensiero teologico ortodosso", capolavoro del pensiero filosofico-teologico contemporaneo, La colonna e il fondamento della verità. Saggio di teodicea ortodossa in dodici lettere.
È il pioniere di un nuovo orientamento di pensiero in campo teologico e scientifico, capace di contrastare l’avanzata del pensiero nichilista. Dopo la rivoluzione del 1917, diversamente da molti intellettuali che scelgono l’esilio, teorizza la necessità di una forte resistenza interna a fianco di chi subisce soprusi e violenze. Diventa docente di "Analisi della spazialità nell’opera d’arte" e riesce bene o male a lavorare sino al 1924. Porta avanti la ricerca tecnico-scientifica nel settore della fisica e cura molte voci dell’ Enciclopedia Tecnica. Collabora anche con l’Istituto Elettrotecnico di Stato. Molto vasta la produzione scientifica che va dagli anni Venti sino al primo arresto avvenuto nel 1928.

Viene imprigionato con l’accusa di "oscurantismo" e incluso tra i soggetti socialmente pericolosi. Condannato al confino, la sentenza viene poi annullata. Rifiuta ancora una volta l’esilio a Parigi scegliendo di condividere le sorti dei compagni e amici vittime della stessa violenza. Ha ancora la possibilità di lavorare e di scrivere per qualche anno, pur circondato da una crescente e palpabile ostilità. Si presenta alle riunioni scientifiche in abito talare. Come è possibile che un pope oscurantista sia tanto competente nelle materie scientifiche?

Nel 1933 è nuovamente incriminato, arrestato e condannato a dieci anni di lager. Dopo la Lubianka viene trasferito a Skovorodino nella Siberia occidentale, e assegnato alla stazione sperimentale dei Ghiacci. Questo primo periodo sarà assai fertile e riuscirà a completare importantissime ricerche riguardanti il ghiaccio perpetuo e gli anticongelanti. Nell’estate del 1934 riceve la visita della moglie e dei tre figli più piccoli. Sarà l’ultimo congedo dalla famiglia. Il primo settembre del 1934 viene trasferito nell’arcipelago delle isole Solovki, dove comincerà il lento e progressivo declino.

L’8 dicembre del 1937 viene fucilato assieme ad altri 500 detenuti nei boschi intorno a Leningrado. "Nulla si perde completamente, nulla svanisce - scrive in una lettera - ma si custodisce in qualche tempo e in qualche luogo, anche se noi cessiamo di percepirlo".

La produzione di Florenskij è vastissima e spazia in tutti i campi, teologico, scientifico, filosofico, letterario, linguistico, artistico, musicale. Tra le opere tradotte in italiano facilmente reperibili si segnalano: Lo spazio e il tempo nell’arte, a cura di N.Misler, Adelphi, Milano,1995; Il significato dell’idealismo, a cura di N. Valentini e L. Zak, Piemme, Casale Monferrato, 1999; Non dimenticatemi, a cura di N. Valentini e L. Zak, traduzione di G. Guaita e L. Charitonov, Mondadori, Milano, 2000; Ai miei figli. Memorie dei giorni passati, a cura di N. Valentini e L. Zak, traduzione di Claudia Zonghetti, Mondadori, Milano, 2003; Il valore magico della parola, a cura di G. Lingua, Medusa, Milano, 2003.

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L'ardua difesa della dignità umana

nel totalitarismo comunista

Il GULag come organizzazione del sistema dei lager sovietici è stato un potente strumento di sterminio di intere categorie di cittadini nelle mani del totalitarismo comunista, in URSS dalla metà degli anni Venti e per imitazione negli altri paesi del blocco comunista, sia in Europa che in Estremo Oriente, nella seconda metà del Novecento.
Attraverso il terrore il regime ha esercitato un ferreo controllo sociale e la sottomissione completa della popolazione.
Per chi voleva opporsi non si trattava di rischiare la vita per salvare un altro essere umano, ma di salvare la propria identità anche a costo della vita. Solo così, indirettamente, altre vite sono state salvate e questa coraggiosa resistenza morale ha contribuito al disfacimento dell’impero sovietico, fino al crollo del 1989.