English version | Cerca nel sito:

Vasilij Grossman 1905 - 1964

autore di "Vita e destino"

Vasilij Grossman

Vasilij Grossman

Di origine ebraica, dopo gli studi di fisica e matematica a Mosca lavora come ingegnere chimico; esordisce in letteratura, nel 1934, con un romanzo nel solco della prosa "produttivistica" che esalta i successi dell'industrializzazione, nonché con racconti, meno scontati, in particolare sulla guerra civile, che gli valgono la stima e l'appoggio di Gor'kij. 

Durante il secondo conflitto mondiale è al seguito dell'Armata Rossa come corrispondente del giornale dell'esercito Krasnaja Zvezda, fino a Berlino. I suoi saggi e corrispondenze di guerra lo hanno reso, insieme a I. Erenburg, il più popolare giornalista e pubblicista di quegli anni. Ma già nel 1946 una sua commedia viene stroncata per motivi ideologici e il romanzo Per la giusta causa su Stalingrado (pubblicato nel 1952), che nelle intenzioni dello scrittore in disgrazia doveva rimediare alla situazione - si tratta di una narrazione epica nel solco del realismo socialista staliniano -, nonostante una prima buona accoglienza, finisce per essere stroncato (Grossman lo rielaborerà in seguito).

Intanto la situazione generale è cambiata. Sono gli anni che vanno dalla liquidazione, anche fisica, del "Comitato ebraico antifascista", alla montatura degli "assassini in camice bianco", rientrata per la morte di Stalin. Anche l'imponente Libro nero sul genocidio degli ebrei nei territori sovietici occupati dai nazisti, firmato da Grossman e da Erenburg da un'idea di Albert Einstein, viene censurato e vedrà la luce nella sua interezza solo cinquant'anni dopo.
Quanto a Grossman, in Vita e destino (1950-60) e l'incompiuto Tutto scorre (1953-61) - libri "sequestrati" dal KGB, circolanti nel samizdat e pubblicati all'estero - farà, con rigore e talento letterario, il bilancio etico, filosofico e storico del tempo: l'Uomo che resiste all'onnipotente Sistema nel secolo feroce dei totalitarismi.

Dal 12 aprile 2010 a Vasilji Grossman sono dedicati un albero e un cippo al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano. 

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




L'ardua difesa della dignità umana

nel totalitarismo comunista

Il GULag come organizzazione del sistema dei lager sovietici è stato un potente strumento di sterminio di intere categorie di cittadini nelle mani del totalitarismo comunista, in URSS dalla metà degli anni Venti e per imitazione negli altri paesi del blocco comunista, sia in Europa che in Estremo Oriente, nella seconda metà del Novecento.
Attraverso il terrore il regime ha esercitato un ferreo controllo sociale e la sottomissione completa della popolazione.
Per chi voleva opporsi non si trattava di rischiare la vita per salvare un altro essere umano, ma di salvare la propria identità anche a costo della vita. Solo così, indirettamente, altre vite sono state salvate e questa coraggiosa resistenza morale ha contribuito al disfacimento dell’impero sovietico, fino al crollo del 1989.