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Franz Werfel 1890 - 1945

lo scrittore de "I 40 giorni del Mussa Dagh"

Romanziere, drammaturgo, poeta di origine ebraica, è nato a Praga nel 1890.
Da giovane aderisce ai gruppi rivoluzionari pacifisti, fonda una lega antimilitarista e tiene comizi pacifisti a Berna, Praga e Davos.

Conosce Johannes Lepsius e Armin T. Wegner, dai quali apprende il dramma del popolo armeno. Impegno di denuncia e umanitarismo sociale caratterizzano la sua opera, oltre alla riflessione sui temi della religiosità ebraica e cristiana. Nel 1929, durante un suo soggiorno in Siria, la visione di bambini profughi armeni sopravvissuti al genocidio, affamati, mutilati, ammalati che lavorano ai telai per la fabbricazione di tappeti, lo scuote nel profondo. Nel 1933 pubblica il più famoso romanzo sul dramma degli armeni mai scritto: I 40 giorni del Mussa Dagh.

Nel 1937 viene espulso dall’Accademia Prussiana a causa delle sue origini ebraiche e del suo progressismo e i libri di cui è autore vengono bruciati. Nel 1940 fugge in Francia dove, per tener fede a un voto, compone il romanzo Bernadette, sulla vita della santa di Lourdes. Con un viaggio avventuroso attraverso la Francia meridionale, la Spagna e il Portogallo, raggiunge Lisbona, da dove si imbarca per New York.

Nel suo I 40 giorni del Mussa Dagh, Franz Werfel dedica il 5° capitolo, intitolato “Intermezzo degli dei” al drammatico dialogo, che si basa su una tradizione storica documentata, fra il “giusto” Johannes Lepsius e il carnefice Enver Pascià, giudicato uno dei brani più sconvolgenti della letteratura storica contemporanea. Romanzo epico, monumentale, questo dei 40 giorni del Mussa Dagh, nel quale, attraverso la rievocazione della eroica resistenza degli armeni cristiani asserragliata sulla storica montagna di Mosè, circondati dall’esercito turco deciso a sterminarli, si esprime in maniera compiuta la partecipazione appassionata di Franz Werfel ai problemi del suo tempo, ma soprattutto la sua aspirazione a dar voce alle vittime delle persecuzioni e a rendere testimonianza di eventi che la grande storia ignora o, peggio, nega.

Franz Werfel muore a Beverly Hills in California nel 1945 all’età di 55 anni.
La sua terra tombale è stata tumulata a Yerevan nel "Muro della Memoria" di Dzidzernagapert il 23 aprile 1998.

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Giusti per gli armeni

ricordati nel Muro della Memoria di Yerevan

Il 24 aprile viene ricordato ogni anno nella capitale dell'Armenia, Yerevan, l'anniversario dell'inizio del Metz Yeghérn (il "Grande Male", cioè il genocidio del popolo armeno nel 1915-1916) con una processione a Dzidzernagapert, la “Collina delle rondini”, dove è sorto il Mausoleo che ricorda le vittime dello sterminio.
Dal 1996 vengono anche tumulate nel Muro della Memoria le ceneri o la terra tombale dei giusti e dei testimoni che prima, durante e dopo il genocidio hanno aiutato le vittime, hanno cercato di fermare i massacri o hanno testimoniato e denunciato al mondo, a rischio personale, la pianificazione e l’esecuzione del progetto genocidario da parte del governo dei "Giovani Turchi".
Pietro Kuciukian, fondatore del Comitato Internazionale dei Giusti per gli Armeni ricerca nelle testimonianze dei sopravvissuti, nei racconti orali dei figli, negli scritti dei testimoni oculari, nei documenti diplomatici, nelle ricostruzione degli storici e nella vasta letteratura che accompagna le vicende del genocidio, le figure dei Giusti. Ripercorre il loro cammino, li toglie dall’oblio visitando i luoghi della loro sepoltura, incontra parenti e discendenti che custodiscono memorie familiari di grande intensità e infine, trasporta le ceneri o un pugno di terra tombale sulla “Collina delle Rondini” di Yerevan. Le lapidi con i nomi dei "Giusti per gli armeni", raccolte nel Muro della Memoria, sono il segno tangibile della riconoscenza del popolo armeno e assumono un valore esemplare di segno universale.

Storie segnalate

Storie Metz Yeghern

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