English version | Cerca nel sito:

Nebojša Popov 1939 - 2016

attivista per i diritti umani, creatore della rete To Live in Sarajevo durante l'assedio della città

Nebojša Popov è nato nel 1939 a Zrenjanin. Si è laureato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Belgrado e ha conseguito il dottorato presso la Facoltà di Filosofia dell'Università di Zagabria.

Membro del gruppo di Praxis a Zagabria e dell'Associazione per l'iniziativa democratica jugoslava, è stato uno dei principali attivisti per i diritti umani e i diritti del lavoro, nonché uno dei più noti sociologi del Paese, fondatore di Republika (un "periodico per l'auto-liberazione civile - contro la paura, l'odio e la violenza”) e per molti anni suo editore.

Con il suo lavoro, Popov ha lavorato instancabilmente per democratizzare le società in cui ha vissuto - prima la società socialista jugoslava, poi la società nazionalista serba.
Nella ex Jugoslavia è stato segretario della redazione del gruppo di Praxis, il cui obiettivo era incoraggiare un discorso critico sul socialismo jugoslavo. In questo periodo, per molti anni è stato membro del consiglio di amministrazione della scuola estiva di Korčula, luogo di ritrovo per il pensiero filosofico libero.
È stato inoltre uno dei fondatori dell'Associazione per l'iniziativa democratica jugoslava, la prima associazione politica indipendente in Jugoslavia: il suo obiettivo era trovare una soluzione pacifica alla crisi jugoslava.

Durante l'assedio di Sarajevo ha fondato un gruppo di cittadini chiamato To Live in Sarajevo, che ha organizzato proteste contro gli attacchi alla città e ha preso parte all'organizzazione di varie forme di aiuto alla popolazione. Nell'ambito delle attività del gruppo, Popov organizzò e condusse il primo gruppo pacifista di Belgrado a visitare la Sarajevo assediata e ha organizzato una serie tavole rotonde per chiedere la fine della guerra.

Nel periodo delle guerre balcaniche, ha inoltre sostenuto i movimenti in difesa dei diritti delle donne e della parità di genere, e si è battuto per la libertà di opinione anche per coloro di cui non condivideva la politica.

Per il suo giornalismo ha ricevuto numerosi premi, come il premio Dušan Bogavac per l'azione etica e il coraggio, il premio SEEMO Journalism, conferito dal Organizzazione per i media dell'Europa sudorientale, ed è stato dichiarato "cavaliere della professione".
Popov ha inoltre ricevuto il premio Konstantin Obradović per la promozione della cultura dei diritti umani, assegnato dal Centro per i diritti umani di Belgrado.
Nel 2013, a Nebojša Popov è stato assegnato il Premio Duško Kondor per il coraggio civile.

La biografia è tratta dall’archivio del Premio Dusko Kondor per il Coraggio Civile. Ringraziamo Svetlana Broz per il materiale fornito alla redazione

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google.

Figure esemplari

contro la pulizia etnica nella ex-Jugoslavia

Personaggi che si sono opposti alla pratica della pulizia etnica nella ex-Jugoslavia durante la guerra scoppiata per la spartizione del territorio, dopo la dissoluzione del regime comunista seguita alla morte del generale Tito.
Nel 1992 la Slovenia e la Croazia diventano autonome, scoppia la guerra in Bosnia e Sarajevo viene messa sotto assedio. Inizia "la pulizia etnica" con il ricorso ai massacri sistematici, l'espulsione dei civili, gli stupri di massa.
La Commissione di esperti ONU, che ha studiato le possibilità di composizione dei conflitti nell’area balcanica, ha definito la pulizia etnica “il tentativo di rendere una data area etnicamente omogenea usando la forza o l’intimidazione per allontanare da essa persone di un altro gruppo etnico o religioso”.