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Lassana Bathily 1990

il giovane del Mali che ha salvato gli Ebrei durante l'attacco al supermercato Kasher

Lassana Bathily è originario del Mali, nero, musulmano, e vive e lavora a Parigi. Il 9 gennaio 2015, il supermercato ebraico Hyper Cacher di Parigi dove lavora viene preso d’assalto dai terroristi islamici che, dopo l’attacco a Charlie Hebdo, stanno mettendo a ferro e fuoco la capitale francese. Bathily, che al momento dell’attacco sta sistemando la merce sugli scaffali, non esita un attimo a difendere i clienti ebrei del supermercato: ne fa nascondere una dozzina in una cella frigorifera del negozio in attesa che gli assalitori se ne vadano, cerca di confortarli e spegne la ventola per non attirare Amedy Coulibaly e gli altri terroristi che stanno devastando il negozio al piano di sopra con il rumore. 
“Ho aperto la porta della cella, portando con me diverse persone - ha dichiarato Bathily - Ho spento la luce e il congelatore, e ho detto loro di stare calmi e in silenzio perché se ci avessero sentiti sarebbero venuti a prenderci”. 

Dopo aver messo al sicuro gli ostaggi, Lassana riesce a uscire dalla cella, attraverso il montacarichi del negozio, fuggendo all’esterno e avvertendo le forze di polizia di quanto stava accadendo all’interno. 
Inizialmente, gli agenti lo scambiano per un complice dei terroristi: viene ammanettato e costretto a spiegare per 90 minuti che lavora nel negozio, perché gli agenti non credono che un nero possa lavorare all’Hyper Cacher. Riesce però a fornire alla polizia informazioni quali la mappa del negozio, i dispositivi di sicurezza, la  disposizione dei terroristi e dei clienti. 

Per le sue azioni ha ricevuto la cittadinanza francese ed è stato onorato come Giusto nei Giardino di Vercelli. Ora lavora nell'ufficio del Sindaco di Parigi e ha avviato un'azienda no profit per aiutare il suo Paese d'origine.

"Perché ho salvato i clienti ebrei? - ha dichiarato più volte Lassana - Ho semplicemente agito, senza cercare onori. Non ho mai un momento di esitazione, quando penso che bisogna fare una cosa giusta".

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I Giusti contro il fondamentalismo

per una battaglia culturale contro il terrorismo islamico

Di fronte alle guerre, ai terroristi fondamentalisti, ai crimini contro l'umanità, ci proponiamo di fare conoscere al mondo intero tutte le storie di bene, di umanità, dì solidarietà di cui nessuno parla e che rimangono purtroppo sconosciute.

Ciò che spinge alcuni uomini a sacrificarsi e a rischiare la vita opponendosi a chi semina terrore e uccide senza pietà è l’amore per la pluralità umana, il rifiuto di una concezione del mondo che divide gli uomini per la loro religione, cultura e nazionalità.

Raccontare e valorizzare le storie di questi Giusti contro il fondamentalismo può essere una grande forza di attrazione ideale e portare alla sconfitta i seminatori di odio che giustificano con la religione i più crudeli atti contro l’umanità. Possiamo infatti vincere i terroristi soltanto con una grande battaglia culturale che tolga loro ogni minima forma di legittimazione. Dobbiamo dire ad alta voce che i martiri del terrore che si suicidano, uccidendo gli altri, sono gli uomini peggiori, che ci ricordano i nazisti.

Noi vogliamo che tutte queste storie di coraggio morale dei Giusti arabi e musulmani siano conosciute in Italia e in Europa, per creare una grande alleanza tra europei, arabi e musulmani contro lo stesso nemico comune.