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​Mohamed Naceur (Hamadi) ben Abdesslem

la guida che ha salvato gli italiani al Bardo

Mohamed Naceur ben Abdesslem (Hamadi) inizia a fare la guida turistica in Tunisia negli anni ’70. Studia italiano e lavora per diversi tour operator nel Paese.

Tornato in Tunisia dopo aver accompagnato gruppi di turisti italiani in Costa d’Avorio, Senegal, Malta, Egitto e Marocco, si dedica alle escursioni per Costa Crociere e MSC.

Arriva così il 18 marzo 2015. Il programma dell’escursione prevede la visita al Museo del Bardo di Tunisi. Il gruppo accompagnato da Hamadi arriva al Bardo intorno alle 11. Dopo circa un’ora, si sente la prima sparatoria.
“Non ho pensato subito a un attentato - racconta la guida - non mi sembrava possibile. Credevo invece che fosse un’esercitazione militare, perché vicino al Museo c’è una caserma. È stato uno dei turisti a dirmi “ti sbagli Hamadi, è proprio un attentato”, e poco dopo abbiamo visto una pallottola passare vicino a noi nella sala di Virgilio”.

A quel punto Hamadi conduce i 45 turisti verso le scale che portano all’amministrazione. Da lì il gruppo esce all’esterno del Museo, attraversa il parco e raggiunge la questura del Bardo, dove trova rifugio. Chi ha seguito Hamadi è riuscito a salvarsi.
Due minuti dopo la fuga del gruppo italiano, tuttavia, i terroristi sono entrati nella sala di Virgilio e hanno ucciso nove persone.

Dopo l’attentato, Hamadi è tornato al suo lavoro. Quando accompagna i (pochi) turisti nelle sale del Museo, rivede sempre le immagini di quel terribile 18 marzo.

“La gente piangeva, c’era paura, ognuno cercava i propri compagni di viaggio ma purtroppo non tutti ce l’hanno fatta. Eravamo tutti increduli sull’accaduto, nessuno pensava che ci potesse essere un attentato” ricorda la guida tunisina, la cui speranza è di poter rivedere - o almeno risentire - il “suo” gruppo di turisti italiani, con cui ha condiviso un episodio tanto tragico quanto emozionante.

Dopo la dedica di un albero nel Giardino dei Giusti di Tunisi, all'interno dell'Ambasciata italiana, Hamadi si è impegnato in prima persona nella diffusione del messaggio dei Giusti e nella battaglia culturale contro il fondamentalismo. Le sue parole sono oggi strumenti di dialogo tra le culture e le religioni, per educare contro l’odio e il disprezzo dell'altro. Hamadi ci ricorda che “Su questa terra noi siamo tutti fratelli e sorelle fin dalla creazione del mondo e tutte le religioni dovrebbero rendere la persona piena d’amore e non di odio. Dovrebbero aiutarla a comprendere l’altro e accettarlo, per ristabilire una pace dentro l’anima e quindi dentro la società. Gariwo, con la sua iniziativa, è sulla buona strada per ravvicinare i popoli, risolvere e comprendere sul campo le ragioni dell’oscurità nella quale alcuni trovano un rifugio lontano dalla realtà e pieno di odio”.

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I Giusti contro il fondamentalismo

per una battaglia culturale contro il terrorismo islamico

Di fronte alle guerre, ai terroristi fondamentalisti, ai crimini contro l'umanità, ci proponiamo di fare conoscere al mondo intero tutte le storie di bene, di umanità, dì solidarietà di cui nessuno parla e che rimangono purtroppo sconosciute.

Ciò che spinge alcuni uomini a sacrificarsi e a rischiare la vita opponendosi a chi semina terrore e uccide senza pietà è l’amore per la pluralità umana, il rifiuto di una concezione del mondo che divide gli uomini per la loro religione, cultura e nazionalità.

Raccontare e valorizzare le storie di questi Giusti contro il fondamentalismo può essere una grande forza di attrazione ideale e portare alla sconfitta i seminatori di odio che giustificano con la religione i più crudeli atti contro l’umanità. Possiamo infatti vincere i terroristi soltanto con una grande battaglia culturale che tolga loro ogni minima forma di legittimazione. Dobbiamo dire ad alta voce che i martiri del terrore che si suicidano, uccidendo gli altri, sono gli uomini peggiori, che ci ricordano i nazisti.

Noi vogliamo che tutte queste storie di coraggio morale dei Giusti arabi e musulmani siano conosciute in Italia e in Europa, per creare una grande alleanza tra europei, arabi e musulmani contro lo stesso nemico comune.