Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

English version | Cerca nel sito:

Salah Farah

Poteva salvarsi dichiarandosi musulmano ma ha preferito proteggere i cristiani durante un attacco terroristico in Kenya

Il 20 dicembre 2015, durante un attacco terroristico di matrice islamista a un autobus con 60 persone a bordo nel nord-est del Kenya, Salah Farah ha protetto i passeggeri cristiani dalla violenza degli assalitori. il 17 gennaio 2016 Farah è deceduto dopo quasi un mese di cure al Kenyatta National Hospital di Nairobi, per le complicazioni in seguito alla ferita subita nell’attentato. 

A lui il Presidente Uhuru Kenyatta ha conferito una delle massime onorificenze del paese africano, l'Order Of The Grand Warrior, per "il suo atto di coraggio”.

Farah, insegnante e vice preside poco più che trentenne di una scuola della città di Mandera, aveva reagito agli ordini dei terroristi di al-Shabaab (cellula somala di al-Qaeda), che volevano separare i passeggeri musulmani da quelli cristiani per uccidere questi ultimi. "Abbiamo chiesto loro di ucciderci o lasciarci andare tutti" aveva poi raccontato Farah.
Il suo gesto aveva raccolto la solidarietà degli altri passeggeri e le donne musulmane avevano passato i loro veli alle donne cristiane quando erano stati tutti costretti a scendere dal mezzo. Poi il passaggio di un camion sulla strada aveva allarmato i terroristi, che si erano momentaneamente nascosti, e i passeggeri erano riusciti a risalire sull'autobus e a scappare. Nell’attacco erano morte tre persone e altre erano state ferite, tra cui Farah.

Il suo sacrificio e il coraggio di tutti gli altri passeggeri ha evitato il ripertersi di un massacro come quello avvenuto nel novembre del 2014, quando 28 persone in viaggio su un autobus, di cui 23 erano insegnanti, erano state uccise da un commando terroristico.

Durante il ricovero in ospedale, parlando di come si era comportato il giorno dell'attentato, Farah aveva dichiarato a Voice of America che “le persone dovrebbero vivere insieme pacificamente. Siamo fratelli. Solo la religione è differente, quindi io chiedo al mio fratello musulmano di prendersi cura dei cristiani, così che i cristiani si prendano cura di noi… E aiutiamoci gli uni con gli altri e viviamo insieme in pace...".

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




I Giusti contro il fondamentalismo

per una battaglia culturale contro il terrorismo islamico

Di fronte alle guerre, ai terroristi fondamentalisti, ai crimini contro l'umanità, ci proponiamo di fare conoscere al mondo intero tutte le storie di bene, di umanità, dì solidarietà di cui nessuno parla e che rimangono purtroppo sconosciute.

Ciò che spinge alcuni uomini a sacrificarsi e a rischiare la vita opponendosi a chi semina terrore e uccide senza pietà è l’amore per la pluralità umana, il rifiuto di una concezione del mondo che divide gli uomini per la loro religione, cultura e nazionalità.

Raccontare e valorizzare le storie di questi Giusti contro il fondamentalismo può essere una grande forza di attrazione ideale e portare alla sconfitta i seminatori di odio che giustificano con la religione i più crudeli atti contro l’umanità. Possiamo infatti vincere i terroristi soltanto con una grande battaglia culturale che tolga loro ogni minima forma di legittimazione. Dobbiamo dire ad alta voce che i martiri del terrore che si suicidano, uccidendo gli altri, sono gli uomini peggiori, che ci ricordano i nazisti.

Noi vogliamo che tutte queste storie di coraggio morale dei Giusti arabi e musulmani siano conosciute in Italia e in Europa, per creare una grande alleanza tra europei, arabi e musulmani contro lo stesso nemico comune.