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Abdol-Hossein Sardari 1895 - 1981

Lo Schindler dell'Iran

Gli iraniani erano considerati ariani da Hitler. Sfruttando questa credenza e le simpatie di Reza Scià per HiItler il console persiano a Parigi Abdol-Hossein Sardari salvò circa duemila ebrei d'origine iraniana che si trovavano nella capitale francese durante l'occupazione nazista. 

Il giovane diplomatico infatti inventò uno stratagemma che ricorda quelli adottati da Oskar Schindler in Polonia e Cecoslovacchia: scrisse ai tedeschi che il persiano Ciro il Grande, nel 538 prima dell'era volgare, aveva liberato gli ebrei di Babilonia permettendo loro di tornare a casa e in seguito alcuni iraniani affascinati da Mosé come profeta avevano dato vita ai "Djuguten", che non avevano nulla a che vedere con la "razza ebraica". Perciò gli ebrei iraniani erano ariani.

I nazisti furono talmente colpiti da questo ragionamento da inviare la missiva di Sardari ad Adolf Eichmann, che tuttavia liquidò la questione come "uno dei soliti trucchi e inganni ebraici". Nel frattempo però il giovane Console iraniano era riuscito a distribuire agli ebrei iraniani almeno mille passaporti, che permisero loro di scampare alla Shoah.

Giunto a conoscenza di quel che accadeva a Parigi nel 1941, il governo iraniano tentò più volte di richiamare in patria Sardari, ma lui si oppose. 

Nel 1979 la rivoluzione khomeinista lo costrinse a emigrare a Londra, dove morì in povertà nel 1981.

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