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Giuseppe Sala 1886 - 1974

con l'Opera San Vincenzo organizzava il soccorso agli ebrei

Giuseppe Sala negli anni '70 (foto famiglia Sala)

Giuseppe Sala negli anni '70 (foto famiglia Sala)

Nato nel 1886, Giuseppe Sala ha esercitato l’avvocatura a Milano. Nelle file dell’Azione Cattolica dalla prima giovinezza, è stato Presidente del Circolo Universitario cattolico San Severino Boezio di Pavia e, per venticinque anni, presidente del Consiglio superiore dell’Opera San Vincenzo, struttura benefica laica che affiancava il lavoro degli ecclesiastici. Ufficiale di complemento nella guerra del ’15-18, durante il secondo conflitto mondiale è chiamato dal cardinale Schuster per avviare un’opera di soccorso ad antifascisti, soldati alleati in fuga ed ebrei.

Il cardinale avrebbe messo a disposizione strutture e denaro, non potendo esporsi in prima persona. Nello studio dell’avvocato, in via Borgonuovo, affluivano decine di persone in cerca di aiuto: Sala trovava i ricoveri, organizzava le spedizioni in Svizzera, teneva i contatti, la gestione degli elenchi delle persone soccorse e le note spese.

Uno dei luoghi di ricovero era l’Istituto Palazzolo diretto da Madre Donata, un altro era l’Opera San Francesco dei frati minori cappuccini di Viale Piave a Milano, dove operava Padre Giannantonio.

Fu arrestato da Otto Koch, della polizia di sicurezza tedesca, con l’accusa di favoreggiamento a nemici del Reich e rinchiuso nella prigione di San Vittore. Il cardinale Schuster riuscì a farlo rilasciare e passare in clandestinità.

Anche tre dei cinque figli di Giuseppe Sala - Giuseppe jr., Enzo e Giancesare fratelli di Mario e Mirella - collaborarono nell’opera di soccorso ai perseguitati. Eletto consigliere comunale di Milano dal ’46 al ’49, divenne assessore fino al 1956, anno dal quale, per un decennio, fu presidente dei due orfanotrofi Martinitt e Stelline, e del Pio Albergo Trivulzio. Incrementò il patrimonio dell’ente, con la realizzazione di uno stabile all’anno. 

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra cui la medaglia d’oro dei benemeriti del Comune di Milano e della Provincia, nonché nel 1955 la medaglia d’oro dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per l’assistenza prestata. È stato insignito di onorificenze dallo Stato Italiano e dal Vaticano. 

Cultore del dialetto meneghino, a tutti questi riconoscimenti faceva riferimento con modestia come balunitt de savun, e cioè bolle di sapone. 

Giuseppe Sala si è spento a Milano nel 1974. Dal 6 marzo 2014 a Giuseppe Sala sono dedicati un albero e un cippo al Giardino dei Giusti di tutto il Mondo di Milano.

Gariwo ringrazia l’avvocato Claudio Sala, nipote di Giuseppe, e Liliana Picciotto, storica e ricercatrice del CDEC per il prezioso materiale fornito alla redazione

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Giuseppe Sala

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