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Le Donne di Rosenstrasse

salvarono 2.000 ebrei con un'audace protesta sulla Rosenstrasse di Berlino

Monumento "Block der Frauen" di Ingeborg Hunzinger per commemorare la protesta

Monumento "Block der Frauen" di Ingeborg Hunzinger per commemorare la protesta

Nel febbraio e nel marzo del 1943, centinaia di donne salvarono 2.000 ebrei, i loro mariti, dalle fauci della morte, con un’audace protesta sulla Rosenstrasse di Berlino. Vi si riunirono per oltre una settimana, nonostante le autorità ripetessero a più riprese l’ordine “sgomberate le strade o spariamo”. 

La massiccia “degiudaizzazione del territorio del Reich” portata avanti dalla Gestapo a partire dal 27 febbraio 1943, aveva incarcerato circa 2.000 ebrei in una struttura di pre-trasporto sulla Rosenstrasse, nell’ambito della retata finale degli ebrei di Berlino. Per gli ebrei e i gentili sposati con ebrei, le abitudini più banali si trasformarono in prove di forza attraverso una rete crescente di divieti e punizioni. Le Leggi di Norimberga del settembre 1935 consideravano reato i rapporti sessuali tra ebrei e non ebrei in quanto “contaminazione razziale”. Dopo il pogrom della Notte dei Cristalli del novembre 1938, la Gestapo avviò una campagna per minacciare e convincere a divorziare le donne tedesche non ebree sposate con ebrei. Nell'autunno del 1941, le norme prevedevano che gli ebrei indossassero la Stella di David in pubblico e vietavano i rapporti amichevoli con gli ebrei. Molti genitori di donne sposate con ebrei le abbandonarono, e vicini e colleghi, una volta amici, le esclusero.

Hitler fece temporaneamente qualche concessione alle coraggiose donne di Rosenstrasse. Per tutelare la sua rivendicazione di consenso popolare infatti, Hitler autorizzò una serie di eccezioni per gli ebrei tedeschi in matrimoni misti, privilegiandone alcuni che non avrebbero quindi indossato la Stella Ebraica ed esentando “temporaneamente” dal genocidio tutti gli ebrei sposati con tedeschi - compresi coloro che indossavano la Stella. Tuttavia, questa esenzione poteva finire in qualsiasi momento. Centinaia di ebrei sposati con tedeschi furono trascinati nell’Olocausto con false accuse e alcuni, a Berlino, vennero deportati e assassinati al momento della protesta. Inoltre, non appena i rispettivi coniugi non ebrei accettarono di divorziare, la Gestapo deportò i loro ex coniugi ebrei.

A Dortmund-Höede, alcune settimane dopo la protesta di Rosenstrasse, una folla di tre o quattrocento donne protestò con successo contro l'arresto di un soldato, secondo un rapporto della polizia nazista. Le loro grida energiche che proclamavano "restituiteci i nostri mariti!" facevano eco alle parole delle manifestanti di Rosenstrasse, il che fa pensare che la notizia si fosse diffusa.

Nella città di Witten, l'11 ottobre 1943, secondo la polizia, diverse centinaia di donne manifestarono in piazza Hitler per “obbligare” le autorità a consegnare le tessere di razionamento nella loro città natale, Witten, e non solo nei siti di evacuazione della difesa civile dove erano state trasferite.

La forza della Gestapo avrebbe certamente potuto impedire alle donne di tornare nelle loro città d'origine, ma si chiedeva se fosse il “mezzo adeguato”. Il 24 gennaio 1944, Hitler deliberò contro tutte le forme di uso della forza in materia, proibendo anche la più morbida coercizione che si serviva della distribuzione delle razioni alimentari per controllare gli sfollati indisciplinati. Hitler non pensava che il terrore fosse il mezzo migliore per conseguire tutti i suoi obiettivi, in questo modo divenne più popolare e provocò molti più danni perché si servì di una serie di tattiche, piuttosto che reagire sempre con forza cieca.

Il giornalista Georg Zivier, ebreo incarcerato a Rosenstrasse, sposato con una gentile tra i manifestanti, celebrò la protesta subito dopo la guerra come “il bagliore di una piccola torcia che avrebbe potuto innescare una resistenza generale alla tirannia arbitraria” - se solo il pubblico vi avesse partecipato. Dalle donne che manifestarono in Rosenstrasse impariamo come le proteste pubbliche e collaborative non sono solo un modo per “sfogarsi”, ma un'importante tattica politica, quando i governanti voltano le spalle. La protesta di Rosenstrasse di 75 anni fa è stata un'avanguardia, una lezione del secolo scorso da tenere stretta.

Tratto dall'articolo di Nathan Stoltzfus e Mordecai Paldiel


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