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Anna Bohatá 1933

ha salvato una bambina dal ghetto di Ostrozec

I coniugi Vincent Bohatý e Anna Bohatá

I coniugi Vincent Bohatý e Anna Bohatá

Potrebbe sembrare che tutti i grandi eventi della Seconda guerra mondiale e della Shoah siano oggi già noti. In realtà esistono molte storie trascurate che per vari motivi sono state dimenticate: non si sono conservate fonti sufficienti, i partecipanti diretti non volevano raccontare delle proprie esperienze oppure, più semplicemente, nessuno si era mai interessato alle loro vicende. Di solito queste storie vengono scoperte per caso, a maggior ragione sono poi più preziose. Una di queste, quasi dimenticata e ora riscoperta, è la storia della ragazza ebrea Mindla Švarcová, salvata dai soldati tedeschi - ma anche dalle divisioni dei nazionalisti ucraini del collaborazionista Stepan Bandera - da Anna Bohatá, che per questo gesto di coraggio è stata premiata con l'importante titolo israeliano di Giusto tra le Nazioni, consegnato in memoria ai suoi discendenti dall'ambasciatore israeliano a Praga Gary Koren.

Mindla Švarcová è nata nel 1933 nel villaggio di Libánovce nella Volinia occidentale, dove all'epoca viveva una cospicua minoranza ceca. Mindla era la terza figlia, aveva due sorelle gemelle più grandi nate nel 1928. Purtroppo la madre morì poco dopo la nascita della bambina. Il padre non era in grado di occuparsi delle figlie di cui si presero cura i nonni, genitori del padre, con i quali Mindla e le sorelle crebbero. Più tardi il padre si risposò e le figlie tornarono a vivere con lui. La nuova moglie però non aveva un buon rapporto con la più giovane delle figlie. E così la bambina scappava spesso dai vicini, dalla famiglia dei Bohatý, che le offriva non solo da mangiare, ma anche un ambiente dove Mindla trovò un sostegno emotivo, in particolare grazie ad Anna Bohatá.

Il 22 giugno 1941 la Germania nazista avviò l'operazione Barbarossa attaccando l'Unione Sovietica. Sui territori conquistati i tedeschi applicarono immediatamente la loro politica razziale. Gli ebrei venivano uccisi direttamente oppure deportati nei ghetti. E così Mindla venne deportata con tutta la famiglia nel ghetto di Ostrožec.

Ma Anna Bohatá non rimase indifferente di fronte al destino della ragazza e decise di salvarla. Il figlio di Anna, Antonín - è grazie ai suoi ricordi che la storia di Mindla è stata scoperta -, ha raccontato che la madre corruppe le guardie ucraine del ghetto e la ragazza poté uscire nascosta in un carro pieno di paglia.

Mindla Švarcová sopravvisse tutta la guerra e poi la liberazione di Volyň nel 1944 nascosta presso Vincent e Anna Bohatý. Nel 1947 cambiò nome in Milka Bohatá e la famiglia Bohatý, dopo il rimpatrio in Cecoslovacchia, la indicarono come loro figlia. Nonostante anche Perla, una delle sorelle di Mindla, sia sopravvissuta alla guerra e sia potuta, grazie all'aiuto di uno zio, emgrare in Israele attraverso gli Stati Uniti, la ragazza decise di rimanere con la sua nuova famiglia in Cecoslovacchia. Vissero nella Moravia meridionale nel paese di Strachotín.

Più tardi Mindla si sposò usando il nome di Emilie Sobotková ed ebbe tre figlie. Mantenne però sempre un rapporto stretto con la famiglia dei suoi salvatori, occupandosi di loro con amore e gratitudine. Dopo la loro morte Antonín Bohatý rinunciò al podere e alla masseria ereditati, lasciandoli a Mindla.

La famiglia Bohatý aveva un nome sintomatico, che in ceco significa ricco: era una famiglia ricca nello spirito e soprattutto ricca di coraggio e di cuore dato che non esitò a mettere a rischio la vita di tutta la famiglia. Salvare una vita umana è decisamente uno di quei gesti che non dovrebbero essere mai dimenticati. Attualmente, dopo questa nuova acquisizione, sono 116 i cechi dichiarati ufficialmente Giusti tra le Nazioni dallo Yad Vashem di Gerusalemme.

Miroslava Ludvíková - Gariwo - Giardino dei Giusti di Praga

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

Storie segnalate

Storie Shoah

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