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​Francesco Tirelli 1898 - 1954

Nascose ebrei ungheresi nella sua gelateria a Budapest

La Sinagoga di Via Doháni, nel quartiere ebraico di Budapest

La Sinagoga di Via Doháni, nel quartiere ebraico di Budapest

Francesco Tirelli (1898-1954) è un Giusto Italiano, onorato da Yad Vashem nel 2008. Originario di Campagnola Emilia, abbandonò l’Italia negli anni della guerra per trasferirsi a Budapest, dove aprì una piccola gelateria.

Le testimonianze dei sopravvissuti e un saggio di Angiolino Catellani, suo concittadino, pubblicato nel 2014 su Riviste Storiche, hanno portato alla luce la sua straordinaria opera di salvataggio e il grande impegno nella protezione degli ebrei perseguitati. La sua bottega, insieme ad altre “case di salvataggio” da lui organizzate, diventò infatti il porto sicuro di molti ebrei ungheresi, che riuscirono a sfuggire al rastrellamento e alle deportazioni verso Auschwitz avviate in Ungheria nel Maggio del 1944. 

"Il gelataio visitava i suoi protetti nei nascondigli, portando loro cibo e occupandosi delle loro necessità sanitarie", così riporta la descrizione ufficiale di Yad Vashem. Due sopravvissuti, Chaim Meyer e Chana Hedwig Heibrun - racconta Massimo Lomonaco all'ANSA - hanno dichiarato che il ‘gelataio’ aveva anche acquistato passaporti falsi per i rifugiati, mettendo a rischio la propria vita.

Il riconoscimento ufficiale di 'Giusto tra le Nazioni' non è tuttavia sufficiente per i sopravvissuti. Sono anni infatti che cercano, invano, di rintracciare i figli di Tirelli e lo stesso Meyer si è recentemente rivolto all’ambasciata italiana di Tel Aviv. "È deciso a dire grazie ai figli del 'gelataio' italiano che a Budapest, negli anni più bui, gli ha salvato la vita", come riporta l'ANSA

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

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