Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

English version | Cerca nel sito:

Giorgio Perlasca 1910 - 1992

si finse un Console spagnolo e salvò la vita a circa cinquemila ebrei ungheresi

Giorgio Perlasca nasce a Como il 31 gennaio 1910. Negli anni Venti aderisce con entusiasmo al fascismo, in particolar modo alla versione dannunziana e nazionalista. Parte poi come volontario, prima per l’Africa Orientale e poi per la Spagna, dove combatte al fianco del generale Franco. Tornato in Italia al termine della guerra civile spagnola, prende le distanze dalle scelte di Mussolini di allearsi con la Germania e di promulgare le leggi razziali nel 1938. Non per questo, tuttavia, diventa un antifascista.

Scoppiata la seconda guerra mondiale, è inviato come incaricato d’affari nei paesi dell’Est con lo status diplomatico. L’Armistizio tra l’Italia e gli Alleati (8 settembre 1943) lo coglie a Budapest. Rifiuta di aderire alla Repubblica Sociale Italiana ed è quindi internato per alcuni mesi in un castello riservato ai diplomatici.

Nell'ottobre del 1944 iniziano le persecuzioni sistematiche, la violenza e le deportazioni dei cittadini di religione ebraica. Perlasca, con uno stratagemma, sfugge al controllo sugli internati e si nasconde prima presso conoscenti, poi nell'Ambasciata spagnola. Qui inizia a collaborare con l'Ambasciatore Sanz Briz, il quale ha iniziato a rilasciare i salvacondotti per proteggere i cittadini ungheresi di religione ebraica. A fine novembre Sanz Briz deve lasciare l’Ungheria per non riconoscere il nuovo governo filo nazista di Szalasi. Perlasca si presenta come sostituto dell'Ambasciatore spagnolo e regge pressoché da solo l'Ambasciata, con il rischio di essere scoperto dai nazisti e pressato dalla necessità reperire i viveri per gli ebrei rifugiati nelle sue "case protette" lungo il Danubio. Riesce ad evitare la loro deportazione fino all'arrivo dell'Armata Rossa, salvandone ben 5218.

Fatto prigioniero dai sovietici e liberato dopo pochi giorni, rientra finalmente in Italia, dove conduce una vita normalissima, chiuso nella sua riservatezza. Non racconta a nessuno, nemmeno in famiglia, la sua storia di coraggio, altruismo e solidarietà, finché negli anni Ottanta alcune ebree ungheresi si mettono alla ricerca del diplomatico spagnolo che durante la seconda guerra mondiale le aveva salvate. Attraverso il giornale della comunità ebraica a Budapest, lo rintracciano a Padova. In questo modo la sua vicenda esce dal silenzio. 

Giorgio Perlasca muore il 15 agosto del 1992. È sepolto nel cimitero di Maserà, a pochi chilometri da Padova. Sulla sua lapide, a fianco delle date, ha voluto un'unica iscrizione “Giusto tra le Nazioni”, in ebraico.

La sua storia è stata raccontata da Enrico Deaglio nel libro La banalità del bene (Feltrinelli, Milano, 1991) da cui è stato tratto il film per la TV Perlasca. Un eroe italiano

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

Storie segnalate

Storie Shoah

altre vicende esemplari raccontate su Gariwo