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Giovanni Gelati 1910 - 2000

avvocato livornese che salvò due bambini ebrei

L'avvocato livornese Giovanni Gelati ha salvato la vita a Piera e Arnoldo Rossi, figli del suo amico ebreo Cesarino. Per questo è stato dichiarato, insieme alla moglia Lydia Cardon, Giusto tra le Nazioni da Yad Vashem.

Dopo che Livorno venne bombardata, nel maggio 1943, l'avvocato e la famiglia si trasferirono a Coreglia degli Alteminelli (Lu). Qui all'uomo viene chiesto di assumere il ruolo di podestà dato che quello in carica era stato rapito dai partigiani.

Gelati, repubblicano e antifascista, accetta senza però pronunciare giuramento: per mesi media tra i partigiani e i tedeschi allo scopo di salvare il Paese. Il suo amico Cesarino, ricercato dai tedeschi, gli chiede di nascondere i suoi bambini. L'avvocato e sua moglie Lydia li fanno crescere nella loro famiglia, portandoli regolarmente a Messa e dando loro da mangiare la carne di maiale. Giovanna, la figlia di Gelati che all'epoca aveva due anni racconta: "Credevo fossero i miei fratelli".

L'avvocato si è spento nel 2000, a novant'anni.

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

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