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Giovanni Palatucci 1909 - 1945

il questore di Fiume che aiutò gli ebrei

Di seguito la biografia di Giovanni Palatucci fino alla pubblicazione della ricerca del Centro Primo Levi di New York, che recentemente ha messo in discussione diversi passaggi della vicenda del commissario di Fiume, primo tra tutti il salvataggio di 5000 ebrei.
Dal momento della pubblicazione sul Corriere della Sera dell'articolo di Alessandra Farkas che riprendeva questa ricerca, si è aperto un dibattito in cui sono intervenuti Gabriele Nissim, Presidente di Gariwo, Matteo Luigi Napolitano, docente dell'Università Marconi di Roma, Natalia Indrimi del Centro Primo Levi di New York, la storica Anna Foa e altre voci autorevoli.
Dopo la polemica accesa dalla ricerca del Centro Primo Levi, il New York Times ha definito Palatucci un "collaboratore" dei nazisti a Fiume, Yad Vashem e il Vaticano hanno iniziato a rivedere i documenti in loro possesso, mentre Anna Foa e il Corriere della Sera hanno richiamato alla presenza di testimonianze sul reale salvataggio degli ebrei da parte di Palatucci.

Nel dicembre 2013 è stato creato un gruppo di ricerca per analizzare la vicenda del questore di Fiume. Il comunicato conclusivo emesso dalla commissione sancisce un nulla di fatto: saranno i singoli membri (Mauro Canali, Matteo Luigi Napolitano, Marcello Pezzetti, Liliana Picciotto, Micaela Procaccia, Michele Sarfatti, Susan Zuccotti) a esprimersi singolarmente.

Nel box approfondimenti gli articoli relativi alla vicenda del commissario di Fiume e il dossier della Commissione di Studio sulla figura e l’operato dell’ex-reggente della Questura di Fiume (Roma, 2010-2015) presieduta dal Prof. Pier Luigi Guiducci.

Nasce a Montella, in provincia di Avellino, il 31 maggio 1909. Nel 1932, a ventitré anni, si laurea in giurisprudenza presso l’Università di Torino e nel 1936 si arruola come volontario nel ruolo di Vice Commissario di Pubblica Sicurezza a Genova. Alla fine del 1937 viene trasferito alla Questura di Fiume come responsabile anni successivi avrà incarichi di Commissario e di Questore-reggente dell’ufficio stranieri, ruolo che lo mette a contatto diretto con la dura realtà della condizione degli ebrei. In seguito assume l’incarico di Commissario e di Questore reggente e non si allontana da Fiume neanche quando il Ministero ne dispone, nell’aprile del 1939, il trasferimento a Caserta.

Rodolfo Grani, ebreo fiumano che conobbe personalmente Palatucci, lo ricorda come “nobilissimo giovane cattolico” e cita un suo primo grande intervento di salvataggio del marzo 1939. Si trattava di 800 fuggiaschi che dovevano entro poche ore essere consegnati alla Gestapo. Palatucci avvisa tempestivamente Grani, il quale ottiene l’intervento del Vescovo Isidoro Sain che, a sua volta, nasconde temporaneamente i profughi nella vicina località di Abbazia sotto la protezione del Vescovado. 

Il 13 settembre 1944 il funzionario di polizia viene arrestato dal tenente colonnello Kappler delle SS e tradotto nel carcere di Trieste, da cui, il 22 ottobre, è trasferito nel campo di sterminio di Dachau, dove muore il 10 febbraio 1945, pochi giorni prima della Liberazione, a soli 36 anni.

Nel 1990 lo Yad Vashem di Gerusalemme lo giudica “Giusto tra le Nazioni” e nel 1995 lo Stato italiano gli attribuisce la Medaglia d'Oro al Merito Civile.

Il 21 marzo 2000 il Vicariato di Roma emana un Editto per l'apertura del processo di beatificazione del “Servo di Dio Giovanni Palatucci”, avvenuta il 9 ottobre 2002. Inoltre, in occasione della cerimonia ecumenica Giubilare del 7 maggio 2000, papa Giovanni Paolo II lo annovera tra i martiri del XX Secolo.

A Giovanni Palatucci sono dedicati: la Questura di Brindisi, il parco pubblico principale della Città di Nettuno, in provincia di Roma, un viale cittadino e la locale sezione della Associazione Nazionale Polizia di Stato a Caggiano (SA), una piazzetta nel centro storico di Padova, davanti alla questura, e una via di Montelupone (MC), dedicatagli il 27 gennaio 2007, in occasione del “Giorno della Memoria”. 

La scoperta della storia del Questore di Fiume si deve a Georges de Canino, che ne ha ritrovato un profilo biografico ad opera dello studioso Goffredo Raimo, e ha approfondito le poche notizie recuperate attraverso testimonianze e documenti.

In seguito a una polemica sorta sulla stampa nel 2013 dopo la pubblicazione sul New York Times di alcune dichiarazioni critiche del Centro Primo Levi, Yad Vashem ha avviato un esame del caso e ha concluso, nelle parole del prof. David Cassuto, che "non c'è nessuna novità, o presunta tale, che giustifichi un processo di revisione del riconoscimento di Giusto fra le nazioni conferito a Giovanni Palatucci il 12 settembre 1990". 

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

Storie segnalate

Storie Shoah

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