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Hans von Dohnanyi 1902 - 1945

Un resistente dentro la macchina dello Stato

Hans von Dohnanyi, Giusto fra le nazioni

Hans von Dohnanyi, Giusto fra le nazioni Sunday news

Hans von Dohnanyi era il cognato del ben più noto teologo protestante che si oppose a Hitler, Dietrich Bonhoeffer. Era un funzionario del Ministero della Giustizia nonché analista dei servizi segreti militari che documentò segretamente le malefatte del regime nazista per i posteri. Dohnanyi era un uomo raro alla sua epoca: un giovane avvocato imbevuto dei valori democratici della Repubblica di Weimar. Fu catturato con Bonhoeffer e giustiziato ad aprile 1945, un mese prima della fine della guerra. Il teologo aveva 39 anni, Dohnanyi 43.

Dohnanyi proveniva da una famiglia di intellettuali. Suo padre era il compositore ungherese Erno von Dohnanyi. Nell’ottobre 1934, mentre era assistente di un ministro della Giustizia conservatore, ma non nazista, del Terzo Reich, il giovane legale iniziò a depositare documenti sui crimini nazisti al sicuro in una base militare fuori Berlino. In quanto figura chiave del complotto contro Hitler, nel 1943 mise una bomba sull’aereo che doveva portare Adolf Hitler a Smolensk, nella Russia occupata. L’aereo però all’ultimo momento fu sostituito da un altro velivolo e non decollò.

Questi episodi vengono ricordati da Elisabeth Sifton e Fritz Stern (quest’ultimo 87enne sopravvissuto della Shoah) nel libro No ordinary men: Dietrich Bonhoeffer e Hans von Dohnanyi, resisters against Hitler in Church and State, New York Review Books. Gli autori sono amici dei figli di Dohnanyi e il padre di Sifton fu insegnante di Bonhoeffer. Secondo la recensione di Haaretz, il loro libro è la fonte più accessibile di informazioni su queste figure, essendovi anche altri libri, ma tutti per un pubblico più specialistico.

Alla fine del 1940, con l’aiuto di Dohnanyi e di altri congiurati, Bonhoeffer divenne agente segreto tedesco, ovviamente una copertura della sua attività per conto della resistenza. Lavorò in Norvegia aiutando quella parte della Chiesa protestante che si adoperava concretamente per proteggere gli ebrei. Il suo compito era far sapere ai resistenti norvegesi che avevano dei compagni anche in Germania. Inoltre, dato che era inserito nell’intelligence tedesca a pieno titolo, Bonhoeffer non doveva preoccuparsi quando contattava, per esempio, i prelati inglesi che tenevano i rapporti tra i combattenti per la libertà tedeschi e il governo di Churchill.

Ma Bonhoeffer e Dohnanyi vennero arrestati nel 1943 in seguito a indagini della Gestapo e delle SS sui non nazisti inseriti nelle file dell’intelligence, alcuni dei quali avevano complottato contro Hitler già dal 1938. Nel 1944 vennero ritrovati i documenti conservati da Donhanyi e per lui fu decretata la fine. Yad Vashem lo ha insignito dell’onoreficenza di Giusto fra le Nazioni soltanto nel 2003. Secondo Haaretz, dopo la guerra le famiglie di Dohnanyi e Bonhoeffer hanno avuto vita difficile anche in Germania, dove i loro cari furono ripetutamente calunniati, perché suscitava molto più scandalo la loro posizione di coerenti oppositori che non quella di alcune figure di ex ufficiali nazisti autori di congiure contro il regime.

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

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