Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

English version | Cerca nel sito:

Ho Feng Shan 1901 - 1997

passaporti cinesi a Vienna

Ho Feng Shan, console cinese a Vienna, fu uno dei primi diplomatici che si impegnò nel soccorso degli Ebrei, fornendo loro passaporti cinesi per fuggire dalle deportazioni. Salvò migliaia di Ebrei nell’Austria occupata dai nazisti tra il 1938 e il 1939; purtroppo la sua figura è ancora completamente sconosciuta, anche delle stesse persone messe in salvo dal console.

Feng Shan Ho, riconosciuto Giusto tra le Nazioni da Yad Vashem nel 2000, nacque il 10 settembre 1901 a Yiyang (Cina). La sua famiglia, povera e privata della figura paterna, fu aiutata dalla Missione Luterana Norvegese. Ho fu educato attraverso le arti liberali e il confucianesimo e possedeva una personalità dinamica, un’energia senza limiti e un carattere irascibile, compensato da una mente brillante ed un forte senso dell’umorismo. Veniva descritto come un uomo con un cuore compassionevole.

Feng Shan Ho fu trasferito come Primo Segretario all’ambasciata cinese di Vienna nella primavera del 1937. Grazie alla sua conoscenza del tedesco, Ho era protagonista delle attività culturali e intellettuali della città e aveva una vasta cerchia di amici - specialmente tra gli intellettuali, molti dei quali Ebrei.

A quel tempo, Vienna aveva la terza comunità di Ebrei più grande d’Europa. Dopo anni di integrazione, gli Ebrei di Vienna sembravano ormai accettati nella società austriaca. Ma questo consenso era in realtà solo superficiale.
Dopo l’annessione dell’Austria alla Germania Nazista (Anschluss) nel marzo del 1938, tutte le ambasciate straniere in Austria furono chiuse e 185.000 Ebrei furono costretti a vivere in un regno di terrore. A Ho fu ordinato di scogliere l’ambasciata e di formare a Vienna un Consolato Generale Cinese, di cui divenne console.

Gli Ebrei austriaci erano in grave pericolo e avevano bisogno di aiuto. La grande domanda di passaporti assunse misure sproporzionate durante e immediatamente dopo la Notte dei Cristalli nel novembre 1938, quando migliaia di Ebrei furono portati nei campi di concentramento.
Vienna diventò il centro dell’immigrazione degli Ebrei austriaci: tutti i consolati della città erano presi d’assalto da Ebrei disperati, ma la maggior parte non offriva nessun tipo di aiuto. Ho iniziò a praticare una politica per la quale poteva consegnare passaporti a tutti quelli che ne richiedevano uno.

Tra questi, Eric Goldstaub, un ragazzo Ebreo viennese di 17 anni, che dopo aver chiesto aiuto a 50 consolati della città, finalmente, il 20 luglio 1938 ottenne 20 passaporti cinesi per lui e la sua grande famiglia.

Shanghai era sotto l’occupazione giapponese e non era richiesto il passaporto per entrare nel Paese; ma il passaporto, come prova di destinazione, era assolutamente necessario affinchè gli Ebrei potessero lasciare l’Austria.

La comunità Ebraica Viennese fu ufficialmente sciolta nel novembre 1942. Alla fine della guerra, più di 65.000 Ebrei austriaci morirono nei ghetti e nei campi di concentramento nazisti.

Nel maggio 1940, il Console Feng Shan Ho lasciò Vienna.
Dopo la guerra, Ho decise di rimanere fedele al Nazionalismo Cinese, che aveva sede a Taiwan. Fu ambasciatore in Egitto, nei Paesi del Medio Oriente, in Messico, Bolivia e Colombia.
Nel 1973, dopo quattro decenni di servizio diplomatico, Feng Shan Ho si trasferì a San Francisco, dove diventò uno dei membri della Chiesa Luterana Cinese e dove scrisse le sue memorie nel libro intitolato Quarant’anni della mia vita diplomatica, pubblicato nel 1990.

Morì nella sua casa il 28 settembre 1997, assistito dalla moglie e dalla figlia, all’età di 96 anni.

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Ho Feng Shan

immagini di un Giusto

Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

Storie segnalate

Storie Shoah

altre vicende esemplari raccontate su Gariwo