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Il cardinale Elia Angelo Dalla Costa 1872 - 1961

Arcivescovo di Firenze, organizzò una rete di soccorso per gli ebrei

Il Cardinale Elia Angelo Dalla Costa

Il Cardinale Elia Angelo Dalla Costa www.lastampa.it

Il cardinale Elia Angelo Dalla Costa, arcivescovo di Firenze durante la Seconda guerra mondiale, è stato insignito del titolo di "Giusto fra le nazioni" dal museo dello Yad Vashem di Gerusalemme.

Nel comunicato diramato dal Memoriale si legge: "Il cardinale Dalla Costa ebbe un ruolo centrale nell'organizzazione di una vasta rete di soccorso" che, dopo l'occupazione tedesca dell'Italia, contribuì a salvare centinaia di ebrei, locali e profughi da altri Paesi. Per questo, il suo nome verrà impresso nella Parete dell'Onore nel Giardino dei Giusti di Yad Vashem. 

Morto a Firenze il 22 dicembre 1961, all'età di 89 anni, il Cardinale non sembrava avere alcun parente in vita all'epoca del conferimento dell'onorificenza nel novembre 2012. "Per il momento la medaglia e il certificato di onore saranno custoditi nel nostro museo. C'è da sperare che, con la divulgazione della notizia, se ci sono parenti, si venga ora a sapere", aveva dichiarato un portavoce dello Yad Vashem. 

Il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, aveva espresso profonda gratitudine per la scelta compiuta dal Museo. "Il riconoscimento raggiunge un pastore ancora nel cuore dei fiorentini - aveva dichiarato Betori - con un gesto che rafforza anche l'amicizia e il dialogo fra la chiesa cattolica e il popolo ebraico. Il cardinale Dalla Costa è stata una figura non solo di grande soccorso per gli ebrei, ma ha anche espresso con forza l'avversione a quel regime totalitario razzista all'origine di quella terribile persecuzione".

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

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