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José Arturo Castellanos 1893 - 1977

Il console salvò dai 20 ai 40mila ebrei dallo sterminio

Lo Schindler salvadoregno. Così è stato soprannominato José Arturo Castellanos, console generale nella neutrale Ginevra durante il triennio 1942-45. 

Nato nel 1893 nella Repubblica di El Salvador, il colonnello e diplomatico grazie alla sua intermediazione riuscì a mettere in salvo un numero imprecisato di ebrei - dai 20 ai 40mila - dallo sterminio nazista.

All'inizio del suo mandato come console a Ginevra, Castellanos fu avvicinato da Gyorgy Mandl, uomo d'affari ebreo di origini rumene, che lo supplicò di proteggere lui e la sua famiglia. Castellanos non esitò ad aiutarlo: gli procurò documenti salvadoregni e successivamente lo nominò primo segretario nel suo consolato, una carica istituita appositamente per l'occasione.

Mandl, che assunse il cognome più latino di Mantello, era però molto preoccupato per le migliaia di ebrei che si trovavano nella medesima situazione. Propose quindi al console di distribuire ulteriori documenti di cittadinanza salvadoregni, che avrebbero concesso ai portatori anche il diritto di ricevere protezione dalla Croce Rossa Internazionale e dal consolato svizzero a Budapest. Castellanos accettò, nonostante questo intervento potesse mettere a repentaglio la sua carriera diplomatica. Il generale Maximiliano Hernàndes Martìnez, presidente salvadoregno, era infatti un sostenitore del nazismo.
Lo stratagemma gli permise di salvare migliaia di vite in Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia e Romania dalle persecuzioni naziste e dai campi di sterminio.
Per la sua azione salvifica, Castellanos è stato insignito nel 2010 del titolo di Giusto tra le nazioni dallo Yad Vashem di Gerusalemme, grazie in particolare alla testimonianza di Yitzhak Meir, professore dell'università ebrea di Gerusalemme, che sopravvisse all'Olocausto proprio per merito dell'intervento del console.

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

Storie segnalate

Storie Shoah

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