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Martha e Waitstill Sharp e il giornalista Varian Fry

I Giusti americani che sfidarono Hitler

Martha e Waitstill Sharp alla partenza dagli USA per l'Europa

Martha e Waitstill Sharp alla partenza dagli USA per l'Europa US Holocaust Memorial Museum, dono di Artemis Joukowsky

Waitstill Sharp e la moglie Martha, membri della Chiesa unitaria di Wellesley (Massachussetts), durante la Seconda Guerra Mondiale aiutarono centinaia di persone a sfuggire alla persecuzione nazista e per questo sono stati riconosciuti Giusti da Yad Vashem, come il giornalista Varian Fry con cui collaborarono nel loro impegno umanitario.

La storia inizia nel 1938, quando Hitler minacciò di scatenare una guerra europea se i Sudeti, un'area di confine della Cecoslovacchia con una numerosa popolazione tedesca, non fossero stati ceduti alla Germania. Il 29 e 30 settembre dello stesso anno i leader di Inghilterra, Francia, Italia e Germania sottoscrissero il Patto di Monaco, in cui accettavano la richiesta di Hitler in cambio di una promessa di pace che ovviamente il dittatore tedesco non aveva alcuna intenzione di mantenere.

La Chiesa Unitaria, alla quale gli Sharp appartenevano, fu sconvolta da questo accordo, anche perché aveva stretti legami con le Chiese ceche. La comunità unitaria presente a Praga presto dovette fare fronte a una massa di profughi provenienti dai Sudeti, dalla Germania e dall'Austria.

Robert Dexter, direttore del Dipartimento Relazioni Esterne della Associazione Unitaria Americana (AUA), andò in Europa per una missione esplorativa e raccomandò di prestare aiuto in particolar modo ai rifugiati non registrati, soprattutto gli ebrei e i tedeschi anti-nazisti.

Con un fondo di 40.000 dollari, finanziò la nuova Commissione per il Servizio in Cecoslovacchia e scelse il reverendo Waitstill Sharp e sua moglie Martha, che era un'esperta cooperante, per portare la testimonianza degli unitari e aiuto concreto in Europa sotto l'occupazione nazista.

I coniugi, motivati dalla fede e dall'indignazione morale, lasciarono i figli alle cure di amici e presero la dura decisione di accettare l'incarico. A Praga registrarono i profughi, raccomandarono persone pronte a lavorare all'estero alle ambasciate competenti, individuando le borse di studio o i lavori richiesti necessari per le procedure di emigrazione, si occuparono di fare rilasciare molti ebrei e resistenti dalle carceri e organizzarono viaggi per Londra, Parigi o Ginevra, incontrando enormi ostacoli burocratici in ogni momento.

Gli Sharp si divisero tra soccorso e assistenza all'immigrazione, in genere di persone singole, ma in un caso di un gruppo di 35 persone che aiutarono a rifugiarsi in Inghilterra e in un altro di un gruppo di bambini, in cooperazione con l'associazione inglese Movement for the Care of Children from Germany.

La notte tra il 14 e il 15 marzo 1939, alla vigilia dell'invasione tedesca di Praga, la coppia bruciò gli appunti presi durante la missione, smettendo di tenere un registro. Fu in grave pericolo quando la Gestapo chiuse i suoi uffici alla fine di luglio 1939. Tuttavia rimase al suo posto, finché, dopo la partecipazione di Waitstill a una conferenza in Svizzera ad agosto, gli fu negato il permesso di tornare nelle province occupate. Martha lasciò Praga una settimana più tardi - in tempo prima del suo arresto, che i tedeschi pianificavano per il giorno successivo, come seppe dopo.

Dopo il loro rientro negli USA, Dexter si recò in dieci Paesi europei per una missione di accertamento della situazione. Qui fondò la Unitarian Service Committee (USC), che si trovò presto a operare in un contesto in cui i Paesi occidentali chiudevano sempre più le porte ai migranti ebrei e anti-nazisti. Per dare un'idea di questo blocco dell'immigrazione, se nel 1933 i migranti tedeschi che raggiunsero gli USA furono 260.000, nel 1940 furono solo 35.000, in parte per via delle difficili condizioni di trasporto in piena guerra, ma in parte anche per effetto di leggi restrittive.

Gli Sharp furono richiamati in Europa nel maggio 1940, dove operarono prima a Lisbona, dato che Hitler aveva occupato Parigi, e poi a Marsiglia. Per tutta la guerra, grazie a Dexter e agli Sharp Lisbona fu uno dei pochi porti sicuri per i rifugiati, che includevano anche personalità della cultura come il romanziere Lion Feuchtwanger. Per quanto riguarda l'ufficio di Marsiglia, l'unico porto da dove gli ebrei francesi potevano sperare di trovare rifugio e di poter emigrare, qui è dove lo staff dell'USC e dunque gli stessi Sharp conobbero e lavorarono a stretto contatto con Varian Fry, un giornalista americano delle pagine culturali, partito per l'Europa con il nuovo Emergency Rescue Committee fondato a New York. Fry procurava documenti di viaggio all'élite intellettuale perché non voleva che l'Europa tornasse nella barbarie a causa del nazismo.

I compiti di Martha furono prima di tutto l'aiuto ai bambini a emigrare, e lei si batté strenuamente contro la burocrazia per assicurare visti, permessi di transito e documenti d'identità a 29 bambini e 10 adulti. Spesso, gli Sharp fecero il viaggio insieme ai loro assistiti e poi tornarono al loro posto. Il loro impegno, come quello di Varian Fry, è stato riconosciuto con la dedica, a loro nome, di un albero nel Giardino dei Giusti di Gerusalemme.

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

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