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Odoardo Focherini 1907 - 1944

con Don Dante Sala assiste gli ebrei perseguitati

Un articolo della rivista Linea Tempo segnala la storia di Odoardo Focherini, cattolico di Carpi che sacrificò la vita per salvare degli ebrei.

Ecco un breve riassunto della sua vita (a lato intervento di Maria Peri, nipote di Focherini, con una biografia più dettagliata):
Nato a Carpi il 6 giugno del 1907, si forma nell'Azione Cattolica sotto la guida di Don Armando Benatti e di Don Zeno Saltini e si dedica con passione agli scout. Nel 1934 viene assunto dalla società di assicurazioni "La Cattolica di Verona" e due anni dopo diventa presidente dell’Azione Cattolica diocesana. Nel 1939 assume l'incarico di amministratore delegato del giornale L’Avvenire d’Italia.
Nel 1942 inizia la sua opera di assistenza agli ebrei perseguitati, a cui procura documenti falsi, soldi, collegamenti utili all'espatrio verso la Svizzera e, con l'aiuto dell'amico Don Dante Sala che accompagna personalmente piccoli gruppi di perseguitati fino a Cernobbio, riesce a salvare più di cento ebrei. Viene arrestato nel marzo 1944 a Carpi, internato prima nel campo di Fossoli e poi in quello di Bolzano-Gries. Deportato nel lager di Flossenbürg, viene poi trasferito nel sottocampo di Hersbruck, dove muore alla fine di dicembre del '44.
Nel 1955 la Comunità israelitica gli conferisce la medaglia d'oro alla memoria e nel 1969 riceve il titolo di “Giusto tra le Nazioni” dallo Yad Vashem di Gerusalemme, cui fa seguito nel '71 il conferimento dell'onoreficenza a Don Dante Sala. Il 16 giugno 2013 la Chiesa Cattolica l'ha beatificato nel corso di una cerimonia a Carpi. 

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

Storie segnalate

Storie Shoah

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