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Pellegrino Riccardi 1905 - 1995

il giudice che aiutò gli ebrei

Nato a Parma nel 1905, Pellegrino Riccardi entra in magistratura nel 1931 e inizia a lavorare come giudice a Fornovo di Taro, nel parmense. Durante il praticantato stringe amicizia con l’avvocato Rolando Vigevani, per molti anni presidente della comunità ebraica di Parma e fino all’8 settembre 1943 impegnato con la Delasem.

Nel settembre 1943, Rolando e sua moglie Enrica si trovano in campagna, a Martorano, insieme al figlio Tullo e alla sorella di Enrica, Luciana Amar Campos. Quando decidono di lasciare il paese a causa dei rastrellamenti tedeschi, un ufficiale delle SS entra nella loro casa e comincia a perquisirla alla ricerca di armi e soldi. L’uomo ordina a Rolando di non muoversi, in quanto sarebbe tornato con i suoi uomini a prendere l’intera famiglia.

I Vigevani si allontanano immediatamente da Martorano, e sapendo che il loro amico Pellegrino Riccardi era giudice a Fornovo, decidono di contattarlo. Tullio viene accolto, insieme a Tina Baldi, nella casa di Riccardi a Cattabiano, mentre Rolando, Teresa e Luciana vengono accompagnati da Riccardi a Ramiola, sempre in provincia di Parma, dove si nascondono nella casa di cura dei fratelli Melocchi. 

Le SS non demordono e continuano cercare i Vigevani, che decidono quindi di attraversare il confine con la Svizzera. Riccardì procura agli amici falsi documenti. “Non poteva permettersi di sbagliare e dover rifare uno dei documenti - si legge tra le pagine di Pellegrino Riccardi. Un Giusto tra le Nazioni, il libro scritto dal nipote del giudice, Carlo Bocchialini - In meno di mezz’ora si materializzarono tre nuove identità. I signori Scalise, siciliani di Forza D’Agrò, di lì a pochi giorni sarebbero partiti in vacanza per la Svizzera. In realtà, Rolando Vigevani, sua moglie Enrica Amar e la sorella di questa, Luciana, dovevano evitare di essere catturati dai tedeschi e di essere spediti in qualche ignota destinazione dell’Est europeo”. Grazie all’aiuto di Riccardi, i tre riescono a rifugiarsi in Svizzera.

Una volta portati in salvo i Vigevani, il giudice si occupa di Tullo, che nel frattempo continuava a vivere nella sua casa di Cattabiano. Riccardi lo porta prima a Ramiola, fingendo che fosse suo figlio, e poi riesce a ricongiungerlo con i genitori in Svizzera. Il secondogenito di Erica, nato il 14 febbraio 1944, si chiamerà Pellegrino, in onore dell’uomo giusto che aveva salvato la vita di tutta la famiglia. 

Pellegrino Riccardi non salvò solo i Vigevani, ma anche altri ebrei: diede infatti rifugio a Giacomo Ottolenghi e fornì documenti falsi ad Aristide Foa e Ada Spritzman.

Il 26 dicembre 1988 Yad Vashem ha riconosciuto il giudice di Fornovo come Giusto tra le Nazioni.

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

Storie segnalate

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