English version | Cerca nel sito:

Roger e Jeannette Voinot

Il salvataggio di una bambina ebrea di undici anni

Roger e Jeanette Voinot (secondo e terza da sinistra), Rochelle Kokotek (seconda da destra), gennaio 1944

Roger e Jeanette Voinot (secondo e terza da sinistra), Rochelle Kokotek (seconda da destra), gennaio 1944 http://www.yadvashem.org

La famiglia Kokotek (padre, madre e sorellina più piccola) viene arrestata durante la grande retata nazista di Parigi del luglio 1942. Si salva solo Rachel, la figlia maggiore, di undici anni, che è ricoverata in ospedale.

Poco prima di essere deportata ad Auschwitz, la madre di Rachel prega una conoscente, la signora Registel, di prendersi cura della ragazzina. Quest'ultima sa solo che la madre un giorno ha cessato improvvisamente di andarla a trovare, ignora il destino dei genitori e della sorella e la signora Registel le dice in effetti che tutta la sua famiglia si trova in Svizzera.

In realtà i nazisti hanno portato suo padre ad Auschwitz il 31 luglio 1942, la madre il 7 agosto, e la piccola Fernande di soli 4 anni ha trascorso due settimane da sola in un campo di detenzione nazista prima di essere destinata anche lei alle camere a gas.

La signora Registel è cattolica e manda Rachel, che oggi ha cambiato nome in Rochelle, a studiare un collegio di suore. Quando tale soluzione si rivela pericolosa, sistema la bambina presso i coniugi Roger e Jeannete Voinot, panettieri ad Avrolles, piccolo villaggio della Borgogna, che la accolgono con generosità accanto alla loro figlia e la fanno passare per una nipote affidata loro per motivi di salute.

Alla fine della guerra la signora Registel contatta le associazioni ebraiche. Rachel viene separata anche dalla famiglia Voinot e inviata a un orfanatrofio per bambini ebrei in Normandia. Dopo cinque anni raggiungerà la famiglia paterna negli Stati Uniti, dove vive tuttora.

Yad Vashem ha riconosciuto Giusti tra le Nazioni i coniugi Roger e Jeannette Voinot e ha in corso l'istruttoria per assegnare il titolo a madame Registel. 

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

Storie segnalate

Storie Shoah

altre vicende esemplari raccontate su Gariwo