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Semmy Riekerk e Joop Woortman

all’interno della resistenza olandese, salvarono centinaia di bambini ebrei dalla deportazione

Semmy Riekerk

Semmy Riekerk

Membri della resistenza olandese, Johannes Theodorus Woortman (Joop) e sua moglie Lena Maria Riekerk (Semmy), organizzano il salvataggio di molti ebrei, in particolare quello di 160 bambini da un vivaio di fronte all’Hollandsche Schouwburg, l’ex teatro ebraico di Amsterdam adibito a centro di deportazione.

Semmy viene educata dal padre a un modo di pensare cosmopolita, cresce sentendosi cittadina del mondo e imparando il valore della responsabilità verso l’altro. Lei e Joop si conoscono e si sposano nel 1938. Nel ’42, mentre lavora in teatro dopo un breve servizio nell’esercito, Joop procura documenti falsi a un musicista ebreo, per permettergli la fuga. Questo episodio apre la strada all’organizzazione di una rete clandestina di salvataggio degli ebrei, in cui Joop trova i documenti da copiare tramite un gruppo di borseggiatori e Semmy acquista il necessario per creare i falsi, con l’aggiunta del sigillo tedesco e di una foto.

Joop si reca spesso alla stazione dei treni per cercare gli ebrei da nascondere per poi disporne la fuga. Durante una di queste rischiose incursioni, scopre che i tedeschi hanno in programma di deportare tutti i bambini ebrei nei campi di sterminio e decide, insieme alla moglie, di concentrare tutti i suoi sforzi nel tentativo di aiutare i piccoli a scampare al loro terribile destino. Incredibilmente i due riescono,  rischiando la vita, a creare una rete di persone disposte a nascondere i bambini ebrei nelle proprie case, sfruttando anche i molti contatti di cui Joop dispone grazie al suo lavoro. Joop e Semmy vengono infatti aiutati da Gerard Musch e Dick Groenewegen van Wijk, i quali gestisconoun gruppo di soccorso operante nel sud del Limburgo. Insieme, trovano gli indirizzi presso cui nascondere i bambini, convincendo i loro genitori a scappare, affidando i figli alle cure dell’organizzazione. Le attività di Semmy e Joop li mettono in grave pericolo, portando fino all'arresto di Joop nel 1944. Da quel momento, la sua compagna di vita e di ideali non saprà più niente di lui, ad eccezione di una lettera gettata da un tram mentre viene trasportato in carcere e un’altra dal treno che lo porterà verso la morte, a Bergen Belsen. Nonostante tutto, Semmy ha il coraggio di portare avanti le attività del movimento clandestino anche senza Joop, facendosi consegnare l’elenco, da lui redatto, con 300 nomi di famiglie che nascondono i bambini. Si assicura che ricevano ogni mese le tessere di razionamento e i soldi provenienti dal governo olandese in esilio. "Ho dovuto portare avanti il suo lavoro fino alla fine della guerra”, dichiarerà anni dopo durante un’intervista. "Mi hanno dato il registro dicendo: queste sono le persone che nascondono i bambini. Devi consegnare loro le tessere di razionamento e il denaro necessario. Le banche garantiranno i soldi dal governo olandese e la nostra organizzazione fornirà le tessere”.

Il legame che Semmy sente verso quei piccoli sfortunati, che continuerà ad aiutare, è forte, come quello di una madre per i suoi figli, e, anche dopo la guerra, dedicherà tutta se stessa alla loro cura. Trascorre infatti la seconda parte della sua vita visitando scuole per insegnare agli alunni che gli ebrei sono stati perseguitati unicamente per quello che erano, e non per quello che avevano fatto. Vuole che i bambini capiscano che la capacità di commettere atrocità come quelle perpetrate dai tedeschi durante l'Olocausto vive all'interno di tutte le persone. Paragona l'anima umana a un pianoforte: tutti posseggono una scala che va da buono a cattivo. Vuole che i bambini sappiano che non è una santa per aver salvato gli ebrei, ma che potrebbe essere cattiva, come chiunque altro.

Il 22 settembre 1981, Yad Vashem riconosce Johannes Theodorus Woortman e Lena Riekerk-Glasoog come Giusti tra le Nazioni.

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

Storie segnalate

Storie Shoah

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