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Tadeusz Gebethner 1897 - 1944

Calciatore polacco che salvò una famiglia di ebrei

Tadeusz Gebethner

Tadeusz Gebethner www.yadvashem.org

Tadeusz Gebethner nasce in una famiglia molto nota in Polonia: suo nonno Gustaw Adolf ha fondato una delle maggiori case editrici del Paese. Lui ha tutt'altre passioni: gioca a calcio a centrocampo e in difesa. Disputa più di 150 partite e diventa il primo Presidente del Polonia club, una squadra in cui giocano calciatori sia ebrei che cattolici.

Il 3 settembre 1939 la Polonia viene invasa da Hitler. Tadeusz Gebethner si arruola volontario con il 102esimo reggimento di Ulani. Dopo la sconfitta polacca il suo reggimento viene internato in un lager in Lituania. Tadeusz fugge e raggiunge Vilnius, dove trova rifugio in una libreria del gruppo editoriale di famiglia. Inizia a collaborare con la Resistenza.

Nell'estate 1942, Ludwika Abrahamer e sua figlia dodicenne Alina sono scampate per miracolo al massacro di Slawina vicino a Cracovia e cercano disperatamente riparo. Un conoscente si dice non in grado di aiutarle, ma indica loro il recapito di Tadeusz, che le accoglie in casa sua. Qui vivranno per due anni, raggiunte anche dal capofamiglia Solomon Abrahamer.

Tadeusz Gebethner aiuta Solomon Abrahamer a ottenere una carta d'identità tedesca con un nome falso e provvede a tutte le necessità della famiglia riuscendo anche a organizzare clandestinamente una delicata operazione agli occhi per Solomon.

Alcuni informatori fanno arrestare i suoi protetti, ma lui li fa rilasciare. Nel 1944, con l'aiuto di Tadeusz, gli Abrahamer riescono a fuggire in Ungheria, non ancora invasa dai nazisti e pertanto in quel momento più sicura. Più tardi raggiungeranno Israele. Tadeusz Gebethner morirà nel 1944 per le ferite riportate durante l'insurrezione di Varsavia.

È nominato Giusto fra le Nazioni da Yad Vashem il 21 ottobre 1981.

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Giusti tra le Nazioni nella Shoah

ricordati a Yad Vashem nel Giardino dei Giusti

Lo Stato d'Israele ha istituito negli anni '50 lo Yad Vashem, il Mausoleo di Gerusalemme per ricordare le vittime della "soluzione finale" voluta da Hitler. All'inizio degli anni '60 è sorta la "Commissione dei Giusti", con il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, ha salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista e all'interno di Yad Vashem è stato creato il "Giardino dei Giusti", con un viale in cui ogni albero è dedicato a un giusto. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.
La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti: tra questi ne abbiamo scelti alcuni.
Tuttavia, come ricordava spesso Bejski, i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le altre prove documentali del loro gesto di aiuto. Il caso italiano dimostra la fondatezza della preoccupazione di Bejski: l'alto numero di ebrei scampati alla "soluzione finale" non è compatibile con i pochi giusti italiani riconosciuti a Gerusalemme (circa 500 a fine 2011). 

Per questo è importante segnalare i casi ancora sconosciuti e attivare il procedimento presso la Commissione per iniziare l'istruttoria che porti ad altre assegnazioni del titolo di "Giusto tra le Nazioni".

Storie segnalate

Storie Shoah

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