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Andrea Loriga 1904 - 1945

il medico di Binasco che mise in salvo una famiglia ebrea

Loriga, nato a Sassari nel 1904 e trasferitosi sul continente dopo la laurea in Medicina, fu medico condotto e ufficiale sanitario di Binasco a partire dal 1938. Nel Comune divenne presto noto per il suo altruismo e la sua generosità. Svolgeva la sua professione con passione, dedicandosi premurosamente ai pazienti e aiutando materialmente i meno abbienti. Profondamente religioso, fu un antifascista convinto e la sua ostilità al regime, dimostrata pubblicamente nel Luglio del 1943, gli costò una sospensione dal servizio e una lunga serie di interrogatori e vessazioni da parte della milizia fascista. In mancanza di prove compromettenti, fu reintegrato nel suo grado nell'Aprile del 1944 e riprese la sua attività. Membro attivo del CLN locale, nel Settembre del '44 mise in salvo la famiglia dell'avvocato ebreo Augusto Weiller, aiutandola a fuggire in Svizzera, come ha raccontato lo stesso figlio Guido in La bufera - Una famiglia di ebrei milanesi con i partigiani dell'Ossola, Giuntina, Firenze 2002. Torturato più volte dai fascisti, Loriga morì nel 1945, sfinito dalle percosse.

Gino Porri, che aveva conosciuto il medico, ha detto di lui: «Era un uomo straordinario, che amava la libertà e gli uomini: perciò era antifascista convinto, perché non sopportava i soprusi e la violenza e lo dimostrava apertamente. Per questo motivo i fascisti lo hanno perseguitato e torturato più volte dopo il 25 luglio 1943. Persone come il dottor Loriga devono essere ricordate per sempre, soprattutto in tempi di confusione morale come i nostri, perché deve essere proposto ai giovani come monito ed esempio da imitare».

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