English version | Cerca nel sito:

Carlo Bianchi 1912 - 1944

ha dedicato la sua vita ad aiutare chi aveva bisogno, salvando dalla persecuzione la famiglia ebrea Sonnino-Shapira

Carlo Bianchi è stato un ingegnere e antifascista italiano, Medaglia di bronzo al valor militare e Medaglia d'oro del Comune di Milano.
Nato a Milano il 22 marzo 1912 da una famiglia di imprenditori, sposato con tre figli, fu assassinato prima di vedere nascere la quarta.
La vita era da lui intesa come una missione da compiere, come moneta da spendere, più che a beneficio di se stesso, per i fratelli sofferenti, per la causa della giustizia e della carità.
Più che del suo dolore si torturava per il dolore degli altri, e a tutti insegnava che bisogna saper sopportare e resistere.
Inizia il suo corso di studi presso il Collegio S.Carlo, completandolo fino alla terza liceo classico, quando si iscrive alla facoltà di ingegneria alla Regia Scuola di Ingegneria (poi Politecnico). Contemporaneamente entra a far parte della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica), partecipando a congressi nazionali e regionali.
Nell’ottobre del 1935, si laurea in ingegneria elettrotecnica ed industriale, l’anno dopo entra alla Fondazione Elettrotecnica Carlo Erba come ricercatore, restandoci fino alla vigilia della guerra.
È stato fondatore nel dicembre del 1943 del "Centro di assistenza Legale e Medica Card. Schuster" già "Carità dell'Arcivescovo", tuttora operante in via Bergamini 10, primo fra i centri di assistenza medica per gli indigenti milanesi. Nello stesso periodo fu attivo, fra l'altro, con Mons. Andrea Ghetti nell’ OSCAR (Organizzazione Soccorso Cattolico Antifascisti Ricercati): mettendo a disposizione la tipografia connessa alla cartotecnica paterna per la stampa di volantini, lettere e documenti falsificati che venivano consegnati ai perseguitati politici e a tutti coloro che ne necessitavano per espatriare. Fra questi, la famiglia ebrea Sonnino-Shapira, che grazie a lui poté espatriare e salvarsi, come testimoniato da Paola Sonnino, nipote della signora Berta Shapira. 

Fu animatore del Giornale clandestino "Il Ribelle" con Mons. Giovanni Barbareschi, fino all'arresto per delazione il 27 aprile. Venne dapprima tradotto a San Vittore, dove organizza i primi centri di assistenza morale e materiale dei detenuti politici, e successivamente deportato al Campo di Concentramento di Fossoli, vicino Carpi, dove, il 12 luglio del 1944, fu fucilato con altri 66 internati politici. I corpi dei 67 caduti, sotterrati in una fossa comune, verranno poi riesumati alla fine della guerra e riportati a Milano, dove, il 24 maggio 1945, nel Duomo, si svolgeranno le solenni onoranze funebri.

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Storie segnalate

di Giusti nella Shoah

Sono numerose le storie di salvataggio degli ebrei contro la furia nazista durante la seconda guerra mondiale, ancora poco note o addirittura rimaste sconosciute. In questa sezione sono raccolte le segnalazioni e le testimonianze inviate al Comitato per la Foresta dei Giusti o pervenute al sito, di chi vuol far conoscere un episodio finora sconosciuto o poco considerato, di salvataggio, di aiuto, di solidarietà e di umanità, nei tempi bui delle persecuzioni e dell'odio.
Per alcune vicende è stata chiesta l'assegnazione del titolo di "Giusto tra le Nazioni" alla Commissione dei Giusti di Gerusalemme, presso la quale viene incardinata l'istruttoria.

Giusti riconosciuti

Giusti tra le Nazioni

già riconosciuti da Yad Vashem