Gariwo: la foresta dei Giusti

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Don Elio Monari 1913 - 1944

Creatore di una rete di soccorso per ebrei e antifascisti

Don Elio Monari

Don Elio Monari

Storia segnalata da Enrico Ferri, 24 luglio 2013

Don Elio Monari nacque il 25 ottobre 1913 a Riola, frazione di Spilamberto (MO) da Augusto e Luigia Ori, mezzadri. Frequentò le scuole elementari a Maranello (MO), dato che la famiglia si era spostata presso un altro fondo agricolo, ed entrò nell’ottobre del 1924 come convittore all’Istituto Sacro Cuore di Modena per frequentare il ginnasio. Negli anni scolastici 1927-28 e 1928-29 continuò il ginnasio presso il seminario di Fiumalbo e fu in quel periodo che iniziò a maturare la sua vocazione religiosa. Nel 1929 entrò nel seminario di Modena; venne ordinato sacerdote con parecchi mesi di anticipo sull’età prevista, il 28 giugno 1936. Nel 1937 ottenne, come privatista, la maturità classica presso il liceo Muratori di Modena e, dopo una breve parentesi come insegnante nel seminario di Nonantola ( dal 5 gennaio 1936 al 5 settembre dello stesso anno), fu al collegio S. Carlo di Monteombraro dove restò sino al 1939. In quell’anno passò a insegnare nel seminario di Modena. 

Nel 1937 si iscrisse all’Università Cattolica di Milano alla Facoltà di Lettere e si laureò nel 1941. Restò insegnante di Letteratura latina e Greco nel seminario modenese sino al 1943; poi, a causa del suo impegno nella Resistenza, passò alla parrocchia di San Biagio, da mons. Carlo Dondi. Gli stessi superiori gli consigliarono di abbandonare l’insegnamento perché ormai troppo esposto. Nel 1938 fu nominato assistente della Federazione Interdiocesana delle Associazioni Giovanili di Azione Cattolica (GIAC) e il suo impegno si rivelò prezioso: in quel periodo la GIAC crebbe quantitativamente e qualitativamente. 

Fu tra i protagonisti della Resistenza civile a Modena e con uomini di diversa ispirazione politica, altri sacerdoti e gente comune di ogni estrazione sociale, riuscì a tessere le maglie fittissime di una rete di soccorso che operò dalla montagna modenese alla “ Bassa”.

Collaborarono strettamente con lui Odoardo Focherini, don Arrigo Beccari, don Dante Sala, don Benedetto Richeldi, Giuseppe Moreali (tutti Giusti tra le Nazioni), Arturo Anderlini e Alfonso Paltrinieri, fucilati al poligono di tiro di Modena nel febbraio 1944. Nella rete erano operativi anche degli ebrei e fra questi occorre  ricordare Guido Melli, noto antifascista modenese arrestato per motivi politici, deportato e morto ad Auschwitz, Fortunato Uzzielli, antifascista di Ferrara, e Goffredo Pacifici, colui che mise in salvo in Svizzera il gruppo dei ragazzi di Villa Emma di Nonantola con i loro accompagnatori.

Grazie all’opera della rete attivata da don Elio, molti soldati alleati fuggiti dai campi di concentramento di Modena e dal campo Fossoli di Carpi, così come moltissimi ebrei, riuscirono ad espatriare in Svizzera o ad attraversare il fronte.

Trovarono inoltre rifugio a Modena parecchi ebrei ferraresi fuggiti dalla città estense dopo il massacro del 15 novembre 1943, e fra questi è opportuno ricordare l’allora rabbino di Ferrara Leone Leoni con la moglie e i due figli. La famiglia Leoni rimase nascosta sino alla fine della guerra. 

Il 20 maggio 1944, divenuta troppo pericolosa la sua presenza a Modena, si recò in Val di Secchia dove operavano formazioni partigiane modenesi. Da lì si spostò a Montefiorino, adottò il nome di don Luigi e venne catturato a Piandelagotti dai tedeschi il 5 luglio 1944. Venne trasferito a Firenze e fucilato, insieme al capitano Enzo Feliciani, all’alba del 16 luglio. I suoi resti vennero ritrovati solo nel 1956. Oggi è sepolto nel cimitero di Rifredi (FI).

Gariwo ringrazia Enrico Ferri per il prezioso materiale fornito alla redazione

Storie segnalate

di Giusti nella Shoah

Sono numerose le storie di salvataggio degli ebrei contro la furia nazista durante la seconda guerra mondiale, ancora poco note o addirittura rimaste sconosciute. In questa sezione sono raccolte le segnalazioni e le testimonianze inviate al Comitato per la Foresta dei Giusti o pervenute al sito, di chi vuol far conoscere un episodio finora sconosciuto o poco considerato, di salvataggio, di aiuto, di solidarietà e di umanità, nei tempi bui delle persecuzioni e dell'odio.
Per alcune vicende è stata chiesta l'assegnazione del titolo di "Giusto tra le Nazioni" alla Commissione dei Giusti di Gerusalemme, presso la quale viene incardinata l'istruttoria.

Giusti riconosciuti

Giusti tra le Nazioni

già riconosciuti da Yad Vashem