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Nella Molinari e Luigi Cortile

salvarono alcune famiglie di Milano dalla persecuzione nazista facendole fuggire in Svizzera

il maresciallo Luigi Cortile

il maresciallo Luigi Cortile

Di seguito la storia dell'azione di salvataggio compiuta da Nella Molinari e Luigi Cortile raccontata da Elena Colonna, di una delle famiglie salvate, all'epoca bambina

A partire dall’ottobre 1943 la mia famiglia, una famiglia ebrea composta da dieci persone, e la famiglia Ghedalia, composta da cinque persone, furono salvate dalle persecuzioni naziste mediante un passaggio verso la Svizzera da una donna di Clivio (Varese), Nella Molinari, e da un maresciallo della Finanza di Clivio, Luigi Cortile.

La signora Molinari, per ragioni di sicurezza, ci fece fuggire a tre per volta, sempre di lunedì (era il giorno in cui il maresciallo era libero dai suoi doveri militari): i passaggi verso la frontiera svizzera proseguirono per cinque settimane. Passavamo parte della notte in casa Molinari, poi, prima dell’alba, la signora Molinari ci accompagnava per un tratto verso la vicina frontiera, dopodiché incontravamo il maresciallo (di cui allora non conoscevamo né il nome né il grado), che ci faceva passare sotto il reticolato, dandoci istruzioni su come raggiungere il primo paese svizzero.

Il primo gruppetto in fuga verso la libertà era costituito da mia mamma, Pia Orefice, da mia sorella Ersilia (18 anni) e da me, che avevo allora cinque anni. Il secondo dalle mie sorelle Graziella e Nella (di 16 e 14 anni) e da mia zia Gilda Colonna. Il terzo da mio fratello Ugo jr., quindicenne, e dalle zie Amalfi e Marta Colonna. Il quarto gruppo comprendeva l’intera famiglia Ghedalia, che mio padre volle aiutare, composto dalla madre Ester e da quattro figli, Giovanna, Luna, Flora e Mosè. Per ultimo passò mio padre, Ugo Colonna, da solo.

So per certo, anche se non conosco i nomi, che molte altre persone furono salvate da Nella Molinari e da Luigi Cortile, ebrei e anche soldati italiani che non vollero aderire alla repubblica di Salò. Il Maresciallo fu purtroppo scoperto e arrestato e morì a Mauthausen, pagando con la vita la sua generosa umanità. Anche Nella Molinari fu arrestata e picchiata; fortunatamente fu poi rilasciata. Era incinta del suo terzo figlio, Alberto. Al Maresciallo Cortile è stata conferita una medaglia d’oro e la caserma della Guardia di Finanza di Gallarate porta il suo nome. È stato pubblicato anche un libro su di lui, sempre a cura della Guardia di Finanza, e a Clivio sorge un piccolo monumento in suo ricordo. 

Elena Colonna Secco

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