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Polidoro Benveduti

un uomo politico importante che salvò l'amico ebreo e tutta la sua famiglia a Roma

Testimonianza di Angelo Riccardini - Gubbio, 28 marzo 2007

Leggendo stralci di un diario di Guerra scritto dall'Avv. Ettore Ajò raccolto da una scuola di Gubbio in una pubblicazione del 2001, ho incontrato la figura di Polidoro Benveduti. Amico di famiglia dell'Ajò, (entrambi nati a Gubbio), Polidoro, pur rivestendo incarichi politici importanti a Roma, ospita in casa sua l'amico ebreo e la sua famiglia sino alla liberazione di Roma. Il diario accenna ai pericoli e ai rischi corsi da Polidoro. La lettura ha richiamato alla mia memoria i ricordi di bambino, cresciuto nello stesso palazzo dove abitava Polidoro Benveduti. Questo vecchio signore alto e magro, la sua chioma candida e i suoi lunghi racconti, ma mai un accenno a quei fatti. 

La scoperta di questa storia attraverso la pubblicazione del 2001 giunge molti anni dopo la sua morte e questo personaggio è ormai sconosciuto a molti. Non ha lasciato eredi ed ha donato i suoi libri alla biblioteca cittadina. 

Alcune persone della famiglia Ajò da lui aiutate sono vive ( allora erano bambini - figli dell'avv. Ettore Ajò) e hanno concesso l'autorizzazione per la pubblicazione di stralci del diario all'ITIS di Gubbio. Ho fatto qualche indagine sulla famiglia Ajò anche tramite parentele acquisite ed ho scoperto che anche gli altri fratelli dell'avvocato Ajò trovarono rifugio e protezione presso amici, parenti e comuni conoscenti. Tutti riuscirono a salvarsi.

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