English version | Cerca nel sito:

Soccorso e accoglienza ai migranti

Soccorso e accoglienza ai migranti

la "banalità del bene" di fronte alla sfida delle migrazioni

Dal passato ci giunge un monito terribile: le popolazioni, le minoranze, le etnie ritenute scomode o pericolose per il proprio egoistico benessere, sono state prima emarginate, poi perseguitate e infine sterminate. Quando all’orizzonte dell’Europa è apparso il nazionalsocialismo, nessuno ha aperto le porte per accogliere e proteggere gli ebrei. Ben prima del concretizzarsi della soluzione finale sarebbe stato facile, in tempo di pace, fornire ai profughi in fuga dall’antisemitismo una sponda benevola su cui contare, un approdo di salvezza che garantisse una vita dignitosa. Invece è successo il contrario. In tutto il mondo si sono chiuse le porte all’ebreo errante, portatore di chissà quali pericoli per la nazione e la popolazione locale. L’indifferenza e la mancanza di empatia hanno portato a negare ogni forma di soccorso, anche solo di aiuto caritatevole. Di più, l’ostilità del mondo circostante verso gli ebrei ha accresciuto la convinzione del Führer di poter agire indisturbato, spingendolo ad azzardare l’obiettivo estremo dello sterminio.

Senza l’indifferenza del mondo, la storia della Germania e dei suoi ebrei non sarebbe stata la stessa.

Per questo è necessario ricordare chi si spende in prima persona per salvare i migranti, chi ha posto il dialogo alla base della propria azione in difesa della libertà di pensiero e di parola, contro ogni forma di estremismo religioso o politico e chi si occupa di accoglienza. Questi Giusti del nostro tempo si sono fatti carico del destino dell’altro, di chi è nato dal lato opposto del mare, pensando prima di tutto a seguire la loro coscienza.