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Coraggio civile

Nobel per la Pace: libertà per Xiaobo e Suu Kyi

Undicesimo summit mondiale sul tema "Un mondo senza armi nucleari". I partecipanti chiedono di liberare due vincitori del prestigioso riconoscimento: il dissidente cinese Liu Xiaobo e la leader birmana Aung San Suu Kyi, entrambi agli arresti.


Neda

Editoriale di Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali dell'Università Cattolica di Milano

Neda era una ragazza di 26 anni, con tutta la vita davanti, come tante altre sue coetanee. È diventata un’icona suo malgrado, il simbolo delle donne e dei giovani derubati della loro vita e dei loro sogni da un regime oppressivo, che


Giusti e testimoni

Gli interventi al seminario di Gariwo di formazione e aggiornamento per insegnanti
(8, 12, 19 marzo 2010).



I Premi "Dusko Kondor" per il coraggio civile

Sono sei le figure insignite del riconoscimento in memoria dell'attivista dei diritti umani membro di Gariwo Sarajevo, ucciso nel 2007: Krstan Bijeljac, Esad Alic, Slobodan Pejovic, Srdjan Aleksic, Miomir Mile Plakalovic, Amela Dudic.


Condannata Aung San Suu Kyi

La condanna al termine del processo farsa per impedirle la partecipazione alle elezioni del 2010. Le pressioni internazionali hanno scongiurato una pena più dura. In seguito accolta la richiesta di appello.


Premio Sacharov al dissidente Hu Jia

A pochi giorni dal mancato riconoscimento del Noblel per la pace, il Parlamento europeo ha scelto di lanciare un segnale diverso e ha attribuito a Hu Jia il premio Sacharov per la libertà di pensiero. Il blogger cinese, che da svariati anni si batte per difendere la libertà d'espressione, è attualmente in carcere per il reato di "incitamento alla sovversione".


Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

Multimedia

Il discorso di Aung San Suu Kyi

dopo la vittoria elettorale

La storia

Hu Jia

giornalista, ideatore della “lettera dei mille”