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Coraggio civile

"Dobbiamo lavorare per la riconciliazione"

Dopo 7 anni di arresti domiciliari è stata liberata la leader del partito d'opposizione birmano e Premio Nobel per la Pace. Nel suo primo comizio un invito a "lavorare insieme".


Nobel per la Pace: libertà per Xiaobo e Suu Kyi

Undicesimo summit mondiale sul tema "Un mondo senza armi nucleari". I partecipanti chiedono di liberare due vincitori del prestigioso riconoscimento: il dissidente cinese Liu Xiaobo e la leader birmana Aung San Suu Kyi, entrambi agli arresti.


"In Russia domina la censura"

A quattro anni dall'assassinio della reporter il figlio di Anna Politkovskaya  denuncia a Gariwo la mancanza di libertà di espressione a Mosca. Il medico sudanese Halima Bashir ha ottenuto il premio in memoria della giornalista assegnato dall'associazione RAW.


Turchia condannata per omicidio Hrant Dink

Storica sentenza della Corte europea: Ankara è stata giudicata colpevole per non aver protetto la vita del giornalista e per non aver tutelato la sua libertà di espressione. Alla famiglia riconosciuto un risarcimento di 105.000 euro.


Neda

Editoriale di Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali dell'Università Cattolica di Milano

Neda era una ragazza di 26 anni, con tutta la vita davanti, come tante altre sue coetanee. È diventata un’icona suo malgrado, il simbolo delle donne e dei giovani derubati della loro vita e dei loro sogni da un regime oppressivo, che


Giusti e testimoni

Gli interventi al seminario di Gariwo di formazione e aggiornamento per insegnanti
(8, 12, 19 marzo 2010).



Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

Il libro

I narcos mi vogliono morto

Alejandro Solalinde e Lucia Capuzzi

Multimedia

Il discorso di Aung San Suu Kyi

dopo la vittoria elettorale

La storia

Hu Jia

giornalista, ideatore della “lettera dei mille”