English version | Cerca nel sito:

Coraggio civile

Politkovskaya, cinque condannati

La giornalista a cui è dedicato un albero nel Giardino dei Giusti di Milano fu uccisa nel 2006 nell'androne di casa sua per avere denunciato i crimini commessi dai russi in Cecenia. I mandanti sono rimasti impuniti. Il prossimo 5 giugno un albero per la giornalista verrà piantato anche in occasione della nascita del Giardino dei Giusti di Varsavia.


68 legali fermati in Pakistan

Rischiano perfino la condanna a morte in base alla "legge sulla blasfemia". La notizia giunge all'indomani dell'assassinio di Rashid Rehman Khan, il legale che aveva difeso un docente denunciato dagli studenti fondamentalisti. Prima di lui c'erano state altre vittime illustri, come Shahbaz Bhatti e Salman Taseer.


Un arresto preventivo in Cina

A un mese dal 25° anniversario della repressione di Piazza Tienanmen, la polizia cinese ha arrestato Gao Yu, giornalista che dal 4 giugno 1989 pubblica pezzi sull'autoritarismo del regime. Si teme un'ondata di fermi per impedire le commemorazioni.


I vincitori del Premio Dusko Kondor

Assegnati il 6 marzo 2014, per la Giornata Europea dei Giusti, i premi per il coraggio civile a persone di tutte le etnie che componevano la ex Jugoslavia.


Appello urgente per Erol Özkoray

Un appello urgente alla solidarietà per Erol Özkoray ci arriva da Ragip Zarakoglu, l'editore turco che con la moglie Ayse Nur ha affrontato la censura e il carcere per avere pubblicato libri sul genocidio armeno. "Erol ha solo riportato gli slogan dei manifestanti di Gezi Park, è un capro espiatorio per il premier e il potere giudiziario".


"Il 6 marzo dei Giusti come Dusko Kondor"

Così Svetlana Broz annuncia le celebrazioni della seconda Giornata europea dei Giusti a Sarajevo, dove Gariwo lavora per educare i giovani al coraggio civile, per sottrarli alla violenza degli ultranazionalisti. 


Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

Il libro

I narcos mi vogliono morto

Alejandro Solalinde e Lucia Capuzzi

Multimedia

Il discorso di Aung San Suu Kyi

dopo la vittoria elettorale

La storia

Padre Emanuel Natalino Vura

il prete che salva dalla guerra i bambini-soldato