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Coraggio civile

Aung San Suu Kyi rientra nell'agone politico

Elezioni parziali in Birmania. La leader della Lega nazionale per la democrazia tornata legale dopo decenni di clandestinità è candidata al Parlamento nel collegio di Kawhmu duramente colpito dal ciclone Nargis nel 2008. Folla di militanti a salutarla, ma le elezioni presidenziali potrebbero essere indette solo nel 2015 e i militanti sono sempre più impazienti.  


Cauto ottimismo per il ritorno di Aung San Suu Kyi in politica

Il Premio Nobel per la Pace concorrerà alle prossime elezioni. Obama e l'Asean credono che la Birmania stia andando nella direzione giusta, ma qualcuno rimane scettico.


Il gesto di Andre può cambiare il corso della storia?

Editoriale di Carolina Figini, Redazione Gariwo

Lo psicologo israeliano Dan Bar-On ha avuto il coraggio di analizzare il comportamento del popolo più responsabile di quanto accaduto agli ebrei negli anni ’30 e ‘40 del Ventesimo secolo, i tedeschi,


Il partito di Aung San Suu Kyi è illegale

Il regime ostacola il viaggio del Premio nobel nelle zone rurali del Paese ipotizzando anche possibili violenze.
Nella lettera si afferma che il suo partito è stato sciolto lo scorso settembre dopo che non ha partecipato alle elezioni per protesta.


Torna a casa Zeng Jinyan

Riaccompagnata a casa la moglie di Hu Jia dopo una breve visita al marito. ---Le Monde-- denuncia che ultimamente le autorità tendono a rimandare la liberazione dei dissidenti giunti a fine pena e cercano di separarli dalle loro famiglie. 


Gabriele Nissim a Bookstore

Gabriele Nissim ha partecipato al programma di cultura condotto da Alain Elkann su La7. Focus della trasmissione il libro La Bontà insensata, nel quale il Presidente del Comitato Foresta dei Giusti traccia un minimo comun denominatore tra gli uomini e le donne che davanti alle tragedie della storia hanno saputo scegliere tra un Sì e un No. Video della puntata all'interno.


Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

Il libro

Per questo

Anna Politkovskaja

Multimedia

Il discorso di Aung San Suu Kyi

dopo la vittoria elettorale

La storia

Hasan Nuhanovic

l'accusatore di Srebrenica