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"Così porterò avanti la mia rivoluzione gentile"

intervista ad Aung San Suu Kyi

La leader del partito d'opposizione birmano e Premio Nobel per la Pace è di nuovo libera dopo 7 anni agli arresti.

In un'intervista al Corriere della Sera ha riflettuto sulle ultime elezioni: "Abbiamo ricevuto segnalazioni di scorrettezze e brogli. Abbiamo in corso un'inchiesta e presto renderemo noti i risultati. Inoltre, ritengo che non sia possibile cancellare con un tratto di penna le consultazioni del 1990".

il premio Nobel vuole lavorare per una rivoluzione pacifica: "Non voglio che nessuno si faccia male, per nessuna ragione al mondo. È stato versato troppo sangue. Quello che desideriamo è la democrazia e il rispetto dei diritti umani".

Il 23 novembre la leader ha potuto riabbracciare il figlio dopo dieci anni.

17 novembre 2010

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Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

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