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È costretta a chiudere l'associazione di Hu Jia

per le pressioni del Governo di Pechino

Il gruppo "Beijing Loving Source" che si occupa di AIDS ed è stato fondato dall'attivista cinese Hu Jia è costretto a chiudere a causa delle crescente pressione fiscale del Governo cinese. Lo annuncia la moglie dell'attivista, Zeng Jinyan.

In passato - scrive - Il Guardian - Wan Yanhai, fondatore di un altro importante gruppo di sostegno per i malati di Aids è stato costretto a trasferirsi negli Usa dopo dozzine di telefonate intimidatorie della Polizia.

Non di rado le autorità esercitano i loro poteri d'inchiesta in modo arbitrario, appositamente per reprimere attività considerate sovversive. 

Zeng Jinyan annuncia la chiusura di "Beijing Loving Source" sul sito dell'associazione e afferma che non le è possibile dimenticare l'importante lezione appresa nel 2009 con la chiusura del gruppo Gongmeng che offriva sostegno legale e ha seguito alcuni dei casi politici più delicati. L'ufficio tasse di Pechino comminò una multa di 1 milione e 400 mila yuan a Gongmeng per non aver pagato le imposte e così facendo si è messo a tacere il gruppo di attivisti.
Ora - dichiara la donna - l'ufficio tasse sta portando avanti un'indagine fiscale.


Il fondatore Hu Jia sta scontando 3 anni e mezzo di prigione con l'accusa di sedizione per le sue dichiarazioni, punito duramente dal Governo per aver condotto una campagna di informazione su questa malattia.

16 novembre 2010

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Coraggio civile

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Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

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