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Divjak è libero su cauzione

annuncio dell'Austria

Aggiornamento 9 marzo 2011

L'ex generale dell'esercito bosniaco, Jovan Divjak, è stato rimesso a piede libero su cauzione, secondo quanto afferma il tribunale di Korneuburg, vicino Vienna.

La misura di detenzione a fini di estradizione viene revocata, ma sull'estradizione stessa dovrà invece decidere il tribunale di Korneuburg, ha precisato. L'ammontare della cauzione è indicato in 500.000 euro. Secondo i media bosniaci, il denaro sarebbe stato pagato dal governo di Sarajevo.

8 marzo
L'Austria rifiuta di consegnare Divjak
estradizione? "Inconcepibile"

Le Monde rende noto il rifiuto di Vienna di estradare in Serbia Jovan Divjak, il generale bosniaco arrestato settimana scorsa su mandato di Belgrado. "Secondo i nostri esperti di diritto internazionale". ha dichiarato il capo della diplomazia austriaca Michael Spindelleger, "sarebbe inconcepibile" estradarlo.

3 marzo
Jovan Divjak arrestato a Vienna
su mandato di cattura serbo per "accuse politiche"

Jovan Divjak, ex Generale dell'Esercito Bosniaco e figura esemplare nel conflitto dell'ex Jugoslavia, è stato arrestato ieri sera alle 21 all'aeroporto di Vienna in ottemperanza a un mandato di cattura internazionale emesso da Belgrado e concernente una presunta vicenda del 1992.

Martedi Divjak si era recato a Bologna via Vienna per partecipare a una conferenza sull'istruzione e il futuro della Bosnia. Noto nel mondo come persona di elevata statura morale, espressa in tutti gli aspetti della sua vita a partire dall'impegno a salvare i perseguitati, Divjak è attivo in molte ONG che operano per la riconciliazione dopo la sanguinosa guerra degli anni Novanta.
All'inizio della pulizia etnica in ex Jugoslavia - secondo l'accusa - avrebbe attaccato una colonna dell'esercito jugoslavo uccidendo molte persone.

Ci sono tuttavia valide ragioni per ritenere questo arresto "politico", ha dichiarato Svetlana Broz, la leader di Gariwo Sarajevo, nel corso della nostra intervista telefonica. Lo confermerebbe anche un precedente, quando le autorità britanniche hanno rifiutato di estradare in Serbia Ejup Ganic, un'altra figura eminente dell'ex Jugoslavia, perché giudicavano insufficienti le prove.

Gabriele Nissim, che intervistò a lungo il generale a Sarajevo nel 2000, si è detto incredulo per l'assurda vicenda e ha manifestato piena solidarietà a "un uomo di grande coraggio e dirittura morale, che non si è mai tirato indietro, in un Paese lacerato, di fronte alle scelte difficili, e in grado sempre di assumersi una responsabilità personale, impegnato nel dialogo tra le etnie e per creare un avvenire migliore per i giovani".

Più di 200 persone sono scese in piazza davanti all'Ambasciata serba a Vienna in una manifestazione organizzata via Facebook per il rilascio di Divjak.

4 marzo 2011

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Coraggio civile

la forza della dignità umana

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Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

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Il film di Besson su Aung San Suu Kyi

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scienziato anatomopatologo dissidente sovietico