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Guo Feixiong (1966)

l'avvocato-attivista cinese torturato e recluso nelle carceri di Xi Jinping

"Il mio credo politico e i miei ideali non sono mai cambiati: che la Cina realizzi pienamente libertà, democrazia, diritti umani e stato di diritto. Questa è l'intenzione originale, fondamentale e ultima di tutte le mie attività sociali, intellettuali e accademiche.”

Yao Maodong - noto al grande pubblico con lo pseudonimo di Guo Feixiong - nacque nella provincia cinese dello Hebei nel 1966, trascorrendo gran parte della propria infanzia nelle campagne circostanti, dove la sua famiglia era stata trasferita a causa della Rivoluzione culturale promossa da Mao Zedong. Dopo aver compiuto gli studi di Filosofia presso l’Università di Shanghai, Guo Feixiong iniziò la propria opera di coraggioso attivismo politico, partecipando attivamente alle proteste di Piazza Tienanmen del 1989 e cominciando - contestualmente - i propri studi da avvocato autodidatta.

La prima condanna comminata da Pechino nei confronti di Guo Feixiong risale al 2007. In quell’occasione, l’avvocato-attivista venne, infatti, arrestato per aver pubblicato un libro-denuncia di uno scandalo politico occorso nella città di Shenyang, sita nella Cina settentrionale. Alla fine del periodo di detenzione, durato cinque anni, Guo Feixiong descrisse le torture e i maltrattamenti subiti durante la reclusione come “oltre ogni immaginazione”, denunciando il regime di carcere duro al quale era stato sottoposto. Durante il periodo successivo alla sua prima condanna, Guo Feixiong si dedicò all’avvocatura, collaborando con lo studio legale Shengzhi di Shanghai e sostenendo con fervore le cause legali concernenti l’espropriazione forzata portata a termine dal governo di Xi Jinping nei confronti delle terre agricole cinesi.

La libertà dell’attivista, tuttavia, durò ben poco. Nel 2015, infatti, gli vennero comminati altri sei anni di reclusione per “aver fomentato litigi e provocato problemi”, in riferimento alla campagna di protesta pacifica da egli promossa con lo scopo di convincere Pechino a ratificare la Convenzione internazionale sui Diritti civili e politici, adottata dalle Nazioni Unite nel 1966 e firmata dalla Cina, ma mai ratificata. Il secondo arresto di Guo Feixiong fu molto duro, visto che l’avvocato-attivista risultò come la vittima materiale di numerose violenze, torture e vessazioni. Secondo quanto raccontato all’epoca dalla moglie, l’avvocato “è stato rinchiuso per più di due anni in uno spazio molto piccolo e ristretto, dove non è stato in grado nemmeno di muoversi. Non gli è stato permesso di uscire per fare esercizio o per vedere la luce del sole”. Guo Feixiong condusse per diversi mesi un coraggioso sciopero della fame, nel corso del quale il suo peso corporeo diminuì di oltre venti chilogrammi, provocando enormi danni per la sua salute e rischiando di cagionarne la morte.

Rilasciato nel 2019, Guo Feixiong è stato nuovamente arrestato dalla polizia cinese nel gennaio 2021 presso l’Aeroporto internazionale di Shanghai Pudong. L’avvocato si stava imbarcando su un volo per gli Stati Uniti, con lo scopo di concedere un ultimo saluto alla moglie, malata da tempo e deceduta all'inizio del 2022, senza aver più potuto rivedere il marito. Il capo d’accusa scelto dall’autorità cinese con lo scopo di motivare una limitazione della libertà personale così manifestamente arbitraria è stato, in questo caso, quello di “gravi rischi per la sicurezza nazionale”.

L’avvocato-attivista è stato poi condannato - nel corso di un “processo lampo”, durato poche settimane e avvenuto “a porte chiuse” - a otto anni di reclusione per “istigazione alla sovversione del potere statale”. Quest’ultima, dolorosa condanna è stata descritta dall’amico e attivista cinese Zhu Chengzhi come “una condanna a morte”; nonostante ciò, Guo Feixiong continua dal carcere la sua preziosa opera di protesta nei confronti di Xi Jinping e delle politiche attuate dal suo governo, nella speranza che la Cina possa - finalmente - realizzare “piena libertà, democrazia, diritti umani e stato di diritto”.

La biografia di Guo Feixiong è stata ricostruita a partire dal contributo di Alessandra Colarizi, Direttrice editoriale di China Files e autrice dell'articolo “Guo Feixiong, da ‘ragazzo di Piazza Tienanmen’ ad avvocato torturato e recluso nella Cina di Xi Jinping, pubblicato sul sito web della Fondazione Gariwo in data 1 giugno 2023. 

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