Gariwo: la foresta dei Giusti

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Il premio della Fondazione Charta 77 contro l'intolleranza

premio per il coraggio civile 2017

Va al cantante e musicista Radek Banga il premio di quest'anno per il coraggio civile della Fondazione Charta 77. Durante la premiazione dello Zlatý Slavík (in italiano l'usignolo d'oro), una manifestazione musicale molto popolare in Repubblica Ceca, paragonabile al nostro Sanremo, Banga, anchor man del celebre gruppo Rom Gipsy.cz si è alzato nel mezzo dell'evento e, unico tra tutti, ha abbandonato la sala per protestare contro la vittoria andata al controverso gruppo Ortel, noto per i suoi testi fortemente intolleranti, spesso al limite del razzsimo vero e proprio.

Il gesto coraggioso di Banga, che in seguito ha ricevuto numerose minacce rivolte contro la sua persona e la sua famiglia, è stato salutato con favore dalla società civile, rimasta scossa dalla premiazione di un gruppo che, se pur popolare, contribuisce con la propria musica a fomentare un'atmosfera di intolleranza e di odio razziale. Al contrario, Lucie Bílá, probabilmente la cantante ceca più amata, ha condannato il gesto sostenendo che era fuori luogo e che questo tipo di protesta era da farsi in privato e non pubblicamente, dimostrando così, purtroppo, di ragionare ancora secondo categorie del passato.

Il riconoscimento, assegnato ogni anno dal 1989 a persone o organizzazioni distintisi per il coraggio civile, porta il nome di František Kriegl, tra le figure più importanti della Primavera di Praga, che, dopo l'occupazione nel 1968 del Paese da parte degli eserciti del Patto di Varsavia, fu l'unico politico cecoslovacco a rifiutarsi di firmare a Mosca la dichiarazione di approvazione dell'invasione militare.

Andreas Pieralli, Giardino dei Giusti di Praga

19 aprile 2017

Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

Multimedia

Piazza Tienanmen

il manifesto degli studenti

La storia

Pierantonio Costa

console e imprenditore che ha salvato 375 bambini durante il genocidio in Rwanda