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"In Russia domina la censura"

la denuncia del figlio di Anna Politkovskaya

Sono passati quattro anni dal brutale assassinio di Anna Politkovskaya, la giornalista che ha denunciato i massacri di civili in Cecenia. Ancora oggi però i mandanti dell'omicidio restano impuniti. Nell'anniversario della sua morte il capo del team d’investigazione Aleksandr Bastrykin ha ammesso che le indagini si erano svolte troppo velocemente e che "il caso merita di essere riaperto".

La redazione del Comitato Foresta dei Giusti ha sentito suo figlio Ilya Politkovsky, che ha avuto parole dure per la Russia di oggi: "Non c'è libertà di espressione e la censura contro cui lottava mia madre esiste anche oggi, la situazione peggiora di continuo.

Una prova di questo è il fatto che il processo per punire gli assassini di mia madre è sempre fermo allo stesso punto".

HALIMA BASHIR VINCE IL PREMIO POLITKOVSKAYA 2010

La dottoressa Halima Bashir è stata premiata con Il riconoscimento in memoria della reporter assegnato dall'associazione londinese RAW (Reach all Women in War). Halima Bashir è un medico sudanese che è stata aggredita e violentata per aver denunciato gli stupri sulle bambine del Darfur compiuti dalle milizie dei Janjaweed agli ordini del Presidente Bashir.

7 ottobre 2010

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Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

Multimedia

Piazza Tienanmen

il manifesto degli studenti

La storia

Anna Politkovskaja

assassinata a Mosca per aver denunciato l'orrore della guerra in Cecenia