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Milano ricorda Anna Politkovskaja

L'intitolazione del Giardino in corso Como

Il giardino Anna Politkovskaja

Il giardino Anna Politkovskaja

Si è svolta nella mattinata di mercoledì 12 giugno 2013 l'intitolazione del Giardino che Milano ha scelto di dedicare ad Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa nel 2006 per aver testimoniato la verità sugli orrori della guerra in Cecenia.


A seguito di una raccolta firme promossa dall'Associazione Annaviva a cui hanno aderito oltre 2mila persone, il Consiglio Comunale della città ha approvato all'unanimità la mozione presentata, con la seguente motivazione: "La naturale vocazione internazionale di Milano rende particolarmente importante raccogliere l'istanza di libertà e di ricerca della verità che Anna Politkovskaja rappresenta, e cogliere l'occasione per porre al centro il tema del rispetto dei diritti umani". 


A prendere il nome della giornalista è stato lo spazio verde da poco sorto all'incrocio tra Corso Como e via don Luigi Sturzo, proprio di fronte alla stazione Garibaldi.


La cerimonia è stata introdotta dall'Assessore alla Cultura Filippo Del Corno, che ha voluto ricordare Anna proprio con una delle sue frasi più note: "Vedo tutto io. È questo il mio problema. Vedo le cose belle e vedo le brutte. Vedo le persone che vogliono cambiare la propria vita per il meglio ma che non sono in grado di farlo, e che per darsi un contegno continuano a mentire a se stesse per prime, concentrandosi sulle cose positive e facendo finta che le negative non esistano. Per il mio sistema di valori, è la posizione del fungo che si nasconde sotto la foglia. Lo troveranno comunque, è praticamente certo, lo raccoglieranno e se lo mangeranno. Per questo, se si è nati uomini, non bisogna fare i funghi". Del Corno ha quindi concluso: "Dobbiamo essere uomini e donne liberi e forti, perché solo una comunità con uomini e donne così è un luogo in cui la violenza non trova spazio".


Alla cerimonia ha preso parte anche Giuseppe Russo, sindaco di Tavazzano, in provincia di Lodi, dove lo scorso 6 marzo, prima Giornata europea dei Giusti, è stato inaugurato un Giardino dei Giusti ed è stata apposta la prima targa proprio in memoria di Anna Politkovskaja. "In questo percorso di memoria, che anche noi a Tavazzano abbiamo deciso di intraprendere, è importante il coinvolgimento delle scuole. Bisogna far sì che i ragazzi capiscano perché ancora oggi si può morire per la libertà. I grandi valori, infatti, se non vengono consegnati ai giovani disperdono il loro potenziale", ha dichiarato Russo.


Andrea Riscassi, giornalista RAI e fondatore di Annaviva, ha voluto sottolineare l'importanza della scelta di dedicare un giardino ad Anna proprio nel centro di Milano. "In vista dell'Expo 2015 questo è un segnale davvero importante. Milano sta dimostrando così di mettere al centro dell'attenzione i diritti civili e la libertà di espressione".


A portare la sua testimonianza è stato anche Vitalij Jaroshevskij, vice direttore di Novaja Gazeta, il giornale per cui Anna ha lavorato: "La memoria è un peso per tutta la vita e ricordare è un lavoro molto difficile. Ringrazio per questo tutti quelli che si stanno battendo per ricordare il lavoro di Anna. Con questa cerimonia, ho la conferma ancora una volta che l'amore e la verità vincono sull'odio".


Elena Kudimova, sorella di Anna, ha concluso la cerimonia, a cui era presente anche il figlio della giornalista, Ilya. "Vorrei ringraziare tutti per il lavoro che state svolgendo in memoria di mia sorella. Sono molto orgogliosa di lei e dell'esempio che ha dato a tutti noi. Diversi luoghi del mondo la ricordano. C'è una via a Tbilisi, in Georgia, una piazza a Roma, un centro stampa al Parlamento europeo e a Milano questo è il secondo luogo che ricorda mia sorella (ndr: il primo è l'albero al Giardino dei Giusti del Monte Stella). Oggi in Russia è giornata di festa nazionale. Il mio sogno è che prima o poi anche a Mosca o in un'altra città russa una via sia dedicata a lei".

12 giugno 2013

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Giardino Anna Politkovskaja

Milano, corso Como / via Don Luigi Sturzo

Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

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