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Un albero per Anna Politkovskaja

Appello al Comune di Milano

DAVANTI AL COMUNE DI MILANO PER CHIEDERE UN ALBERO PER ANNA!

Lunedi' 9 giugno, ore 17.00- 19.00, Palazzo Marino, p.za Scala 

Ritrovo sostenitori e volantinaggio a cura dell'Associazione AnnaViva, insieme al Comitato per la Foresta dei Giusti e all'Unione dei giovani ebrei d'Italia per sollecitare la posa dell'albero per Anna Politkovskaja nel Giardino dei Giusti di Milano.
Dopo l'approvazione a gennaio della delibera consigliare, la Presidenza del Consiglio comunale non è ancora passata alla fase operativa. Dopo quasi sei mesi è solo stata convocata per '11 giugno una riunione che speriamo risolutiva per costituire l'Associazione di gestione del Giardino del Monte Stella. La conseguente mancanza del "comitato dei garanti" impedisce di indicare i primi Giusti da onorare e lascia il giardino nel completo abbandono.
In questi mesi più di 1200 cittadini hanno chiesto di dedicare un albero alla coraggiosa giornalista assassinata a Mosca per ricordare una figura esemplare della lotta alle violazioni dei diritti umani, con le sue battaglie sulla Cecenia nel mondo ex sovietico. 
Il Presidente del Consiglio comunale ha assicurato che "il nome di Anna Politkovskaja potrà essere portato all'attenzione del Comitato dei Garanti come prima iscrizione nel Giardino dei Giusti".

Adesioni a questo indirizzo: 
unalberoperanna@gmail.com

9 giugno 2008

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Coraggio civile

la forza della dignità umana

In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l'Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto. 
Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran. 
Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia,  Khalida Toumi Messaoudi in Algeria,  Lydia Chaco in Messico.
Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina. 

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il giornalista simbolo della dissidenza al regime degli ayatollah