Gariwo: la foresta dei Giusti

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Dialogo e riconciliazione

"Mio fratello, quel terrorista"

La testimonianza di Abdelghani Merah, fratello dell'attentatore Mohamed Merah che uccise sette persone nel 2012 a Tolosa. Ha intrapreso una lunga marcia da Marsiglia fino a Parigi per superare l'odio e con la volontà di svegliare le coscienze e il dialogo.


I nostri angeli custodi musulmani

Il sito americano I am Your Protector. org è una miniera di storie antiche e nuove sui migranti, e in particolare i musulmani, che hanno condiviso con gli occidentali l'impegno a rendere questo mondo un posto migliore. Proponiamo a storia di Noor Inayat Khan, una principessa sufi che ha dato la vita per la lotta contro il nazismo.


Non odiare il nemico: la sfida degli uomini Giusti

Si è spento oggi Tzvetan Todorov, filosofo bulgaro e grande intellettuale. Vorrei invitare tutti a leggere il suo ultimo libro per ricordare uno dei più grandi intellettuali del Novecento. A lui devo molto del mio pensiero, e di questo gli sarò sempre grato. 

Editoriale di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo 


Coltiviamo una foresta di Giusti

In occasione della Giornata della Memoria, Gariwo e i Giovani Musulmani d’Italia, insieme a Sumaya Abdel Qader, organizzano una visita al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano, domenica 29 gennaio alle ore 11.


La donna che ha riportato in vita la comunità ebraica di Monaco

Storia di Charlotte Knobloch, presidentessa emerita delle Comunità ebraiche tedesche. Fu nascosta per 9 anni da una famiglia di contadini della Franconia, ma ama raccontare come "salvataggio" l'episodio che nel 1948 la convinse a non emigrare. Con la sua leggerezza ha contribuito a riconciliare ebrei e tedeschi. 


Il messaggio di Paolo Gentiloni

Il messaggio del Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in occasione dell'incontro I Giusti del nostro tempo contro i fanatismi, per il dialogo e l'accoglienza, che Gariwo ha organizzato il 25 maggio al Parlamento Europeo di Bruxelles in collaborazione con il gruppo S&D.


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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Multimedia

"L'importanza dei Giusti"

intervista ad Aldo Ferrari

La storia

Pietro Kuciukian

si batte contro il negazionismo e per onorare i Giusti del genocidio armeno